L'allarme della Piccola Industria di Confindustria Abruzzo: "Nella nostra regione a rischio 5.000 posti nelle pmi"

A parlare è il presidente del comitato Piccola Industria Confindustria Abruzzo Ranalli, che teme un nuovo lockdown

Fare squadra ed essere uniti per superare questo nuovo momento difficile dovuto al Coronavirus. A parlare è il presidente del comitato regionale Piccola Industria di Confindustria Abruzzo Ranalli, intervenendo a seguito delle nuove misure restrittive che saranno applicate in Italia e nella nostra regione a partire da domani con il nuovo dpcm del Governo.

Ranalli parla di un momento drammatico per tutto il settore produttivo, un clima d'incertezza sul quale aleggia la paura di un possibile nuovo lockdown, e per questo occorre mantenere la fiducia e lavorare in coordinamento:

"Puntiamo ad innovazione, solidità patrimoniale e internazionalizzazione che sono i driver di crescita decisivi per il dopo pandemia. Continuiamo a mettere in campo la nostra competenza con predisposizione al cambiamento e flessibilità, come dimostrato dalle tante PMI che in questa crisi hanno prontamente adeguato il proprio sistema produttivo e i propri modelli operativi”.  

In Abruzzo il Covid ha, secondo le stime del rapporto Cerved Pmi 2020, un impatto su oltre 5000 posti di lavoro a rischio, per le imprese vicine al fallimento. La ricerca " bisogni delle Pmi post-Covid” ha inoltre evidenziato come su un campione di 6000 pmi italiane, il 90% riconosce la necessità di rafforzare le proprie dimensioni per sostenere la competitività e il 60% è pronto ad investire sull'innovazione.

Come ha già ben illustrato il presidente nazionale Pi, Carlo Robiglio, temi quali digitale, green, resilienza e business continuity sono le principali sfide, unitamente al rafforzamento patrimoniale dell’impresa, ed elementi capaci di portare a una crescita sostenibile e strutturata. Per farlo occorre passare dalla cultura dell’emergenza a quella della prevenzione, oltre che comprendere che il digitale è ormai una condizione per esistere. Veniamo già da una grave crisi, i livelli produttivi del 2008 in Abruzzo non sono stati ancora recuperati.

Per superare l'emergenza, conclude Ranalli, occorre progettare il futuro delle imprese e del territorio gestendo assieme alle istituzioni questo momento difficilissimo.

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