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Petrolio in Abruzzo, Confcommercio: "Una minaccia per il turismo"

Confcommercio conferma la sua posizione critica e nettamente contraria all'installazione di piattaforme petrolifere nel mare abruzzese. In una nota, ribadisce come l'avvio di queste attività possa minacciare seriamente il turismo regionale, già in ginocchio a causa della crisi e del terremoto

La Confcommercio si schiera dalla parte degli ambientalisti e delle associazioni cittadine che da mesi protestano per la possibile installazione di piattaforme petrolifere sul mare abruzzese.

Dopo aver criticato ed espresso parere negativo circa la costruzione del Centro Oli di Ortona, ora l'associazione di categoria interviene sulla concessione ad una multinazionale di installare piattaforme di sondaggio per valutare la presenza di petrolio sui fondali marini.

L’associazione ricorda che in Abruzzo l’unico comparto produttivo che può ancora determinare una crescita della ricchezza regionale , sia per volume d’affari che per creazione di nuovi posti di lavoro,  è il Turismo, che già oggi rappresenta più del 12% del PIL , e che è in forte sviluppo proprio il comparto del turismo enogastronomico che presenta un forte legame con il territorio ed i prodotti dell’agricoltura.

Confcommercio sottolinea come questa prima serie di installazioni sia in realtà il preambolo ad una più intensa attività petrolifera che potrebbe di fatto sconvolgere gli equilibri non solo ambientali della Regione, ma anche economici e commerciali.

L'Abruzzo, infatti, da sempre conosciuta come "Regione verde dei Parchi", potrebbe perdere rapidamente questa eccezionale peculiarità, con un danno significativo sull'occupazione nel settore della ricezione turistica.
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