Giovedì, 21 Ottobre 2021
Economia

Pescara Multiservice, l'Ugl chiede incontro urgente per aprire la vertenza sui 5 parcheggiatori non riassunti

Il segretario del sindacato Ugl Abruzzo, Gianna De Amicis, chiede un incontro con il sindaco Masci, il prefetto Giancarlo Di Vincenzo e l’amministratore unico della società partecipata, Benedetto Gasbarro

«Un incontro urgente con il sindaco Carlo Masci, il prefetto Giancarlo Di Vincenzo e l’amministratore unico di Pescara Multiservice, Benedetto Gasbarro.
È quello che chiede Gianna De Amicis, segretario del sindacato Ugl Abruzzo, «per aprire formalmente la vertenza sui 5 parcheggiatori iscritti alla Ugl non riassunti dalla partecipata, in barba alle norme vigenti sul codice degli appalti».

L'incontro si chiede «con la massima tempestività per garantire il rispetto della legge e a tutela dei diritti dei lavoratori».

«Come già abbiamo anticipato nei giorni scorsi», spiega la De Amicis, «in occasione del cambio di appalto per la fornitura del personale somministrato, per la gestione dei parcheggi cittadini, i lavoratori della ditta uscente, la Omosi srl, sembra siano stati invitati dalla direzione della partecipata a recarsi in un patronato da loro indicato, per effettuare le dimissioni on line, al costo di 10 euro l’uno, e solo successivamente si sarebbero potuti recare dalla ditta vincitrice del nuovo appalto, la Job Italia, per firmare il contratto di nuova assunzione. Gli iscritti all'Ugl, 5 in tutto, non hanno firmato le dimissioni che gli avrebbero fatto perdere i diritti sanciti dalla normativa che regola i cambi di appalto e, di conseguenza, è stato impedito loro di firmare il nuovo contratto. L’Ugl, quindi, ha richiesto l’apertura di un tavolo di trattativa anche con l’intervento del legale che rappresenta i lavoratori del sindacato e la dirigenza della Pescara Multiservice. Nei vari incontri che si sono succeduti l’accordo che si era raggiunto è stato ritrattato dalla controparte. Nell’ultimo incontro, in particolare, si era deciso di firmare la conciliazione dinanzi all’ufficio provinciale del lavoro per l’assunzione immediata di 3 lavoratori dei 5 iscritti Ugl a partire dal primo giugno e, per gli altri due, si sarebbero aperti ulteriori tavoli. L’incontro fissato per lunedì 31 maggio è però saltato su richiesta della Pescara Multiservice e ne ignoriamo le motivazioni, e, al tavolo del 3 giugno scorso, la Pescara Multiservice ha liquidato il "caso" semplicemente dichiarando di non avere più bisogno dei lavoratori oggetto dell’accordo avendo completato l’organico. Una doccia fredda per i lavoratori mandati a casa senza troppi complimenti, e che soprattutto viola qualunque norma di trasparenza e promessa di cambiamento. Ci chiediamo oggi se sia questo, d’ora in avanti, il modo scelto dalla Pescara Multiservice, committente nell’appalto della gestione dei parcheggi cittadini, di operare nella scelta di chi lavora e chi no, a danno soprattutto di chi è iscritto al sindacato, un modus operandi paragonabile a quello dei ‘caporali’ quando decidono chi lavora e chi no e alle loro condizioni».

Infine la De Amicis pone agli amministratori una serie di quesiti, ovvero se sia stata messa in atto la giusta vigilanza da parte della partecipata, committente, durante il cambio appalto; se sia stato fornito l’elenco del personale, completo di dati anagrafici, codice fiscale, livelli d’inquadramento e monte ore individuale settimanale; se siano state fornite le copie dei cedolini paga; se siano stati forniti i nominativi e documentazione dei lavoratori assunti in base alla Legge numero 482/68 e numero 68/99; se siano stati forniti tutti i documenti necessari per l’assunzione dei lavoratori Extracomunitari, ossia copia permesso di soggiorno, copia passaporto, idoneità alloggiativa; se siano stati forniti gli attestati relativi ai corsi di formazione obbligatori; se sia stata fornita la documentazione relativa alle pratiche di malattie o infortuni in essere. Riteniamo che per la risoluzione dei problemi esposti sia necessario un incontro urgente a livello istituzionale per il ripristino dei diritti basilari dei lavoratori che si sono ritrovati in mezzo a una strada e disoccupati in un momento drammatico sul fronte occupazionale, ulteriormente aggravato dall’emergenza Covid-19.

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