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Pescara come Firenze? Confartigianato: "Obbligo di vendita di prodotti abruzzesi"

Confartigianato Pescara sposa la delibera del Comune di Firenze riguardante l'obbligo per le attività di ristorazione ed alimentari di vendere il 70% di prodotti abruzzesi. "Servono nuove regole"

Stop a multinazionali straniere della ristorazione e a mini market etnici che propongono prodotti italiani a prezzi stracciati. A parlare è la Confartigianato Pescara, con il presidente Pisani.

L'associazione infatti vorrebbe che il Comune, prendendo spunto da quanto fatto a Firenze, approvi una delibera che obbliga entro un anno i commercianti del centro e le attività di ristorazione a proporre almeno il 70% di prodotti abruzzesi vietando inoltre l'apertura di nuove attività attività in centro, anche in caso di trasferimento.

"I nostri negozi stanno chiudendo - prosegue Pisani - i bar simbolo di Pescara sono stati spazzati via da multinazionali americane, c'è un'invasione di attività che sotto l'insegna di 'minimarket' promuovono di fatto la somministrazione di superalcolici, ci sono paninoteche straniere che prendono il posto di locali storici: questa è la fotografia attuale di una città la cui storia inizia con Gabriele D'Annunzio. Adesso basta siamo anche pronti a promuovere uno sciopero dei nostri associati e a scendere in piazza per difendere Pescara e l'Abruzzo" ha dichiarato Pisani, aggiungendo che i nostri artigiani dolciari, alimentari e del tessuto stanno letteralmente sparendo e quindi vanno tutelati, mettendo un freno a questo genere di attività ma soprattutto imponendo nuove leggi e regolamenti regionali su commercio considerando che le attuali leggi risalgono agli anni '70.

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