Padovano (Fipe-Confcommercio) dopo l'ultimo Dpcm: "Migliaia di imprese a rischio chiusura"

L'associazione di categoria chiede crediti d'imposta totali sugli affitti e azzeramento delle imposte nazionali e locali fino alla fine dell'emergenza

Il nuovo Dcpm firmato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, rischia di portare alla chiusura migliaia di pubblici esercizi in provincia di Pescara se non seguiranno immediati contributi a fondo perduto e la proroga delle cassa integrazione.
A dirlo, senza mezzi termini, è Riccardo Padovano, presidente di Fipe Confcommercio Pescara.

L'associazione di categoria chiede crediti d'imposta totali sugli affitti e azzeramento delle imposte nazionali e locali fino alla fine dell'emergenza.

In base ai conteggi fatti dalla Fipe/Confcommercio, le nuove misure adottate dal governo costeranno altri 2,7 miliardi di euro alle imprese del pubblico esercizio, bar, ristoranti, pasticcerie, gelaterie, etc. se non accompagnate da contemporanee e proporzionate compensazioni di natura economica, sarebbero il colpo di grazia per i pubblici esercizi italiani, che già sono in una situazione di profonda crisi, con conseguenze economiche e sociali gravissime.

«I ripetuti annunci di chiusure anticipate hanno già prodotto la desertificazione dei locali e le ulteriori restrizioni devono essere accompagnate dai provvedimenti di ristoro economico in termini di indennizzi a fondo perduto, crediti d'imposta per le locazioni commerciali e gli affitti d'azienda, nuove moratorie fiscali e creditizie, il prolungamento degli ammortizzatori sociali e altri provvedimenti di azzeramento della tassazione nazionale e locale», dice Padovano, «gli imprenditori di questo settore si stanno dimostrando persone responsabili, che rispettano rigorosamente i protocolli sanitari loro imposti, che non possono reggere ulteriormente una situazione che decreterebbe la condanna a morte per migliaia di imprese. È evidente che non si possono far ricadere le responsabilità del ritorno dell'epidemia sul nostro comparto: sono altri i fattori che hanno purtroppo causato una nuova emergenza».

Nel frattempo, come altre associazioni di categoria, anche la Fipe-Confcommercio sta organizzando una manifestazione di protesta per rappresentare il grido d’allarme di tutti i pubblici esercizi italiani. 

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