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La rabbia di Confartigianato Preziosi Pescara: "Gioiellerie chiuse senza motivo, grave discriminazione"

L'associazione di categoria contesta la chiusura delle attività di gioielleria e vendita preziosi che sarebbero sicure avendo già implementato da quasi un anno i protocolli di sicurezza anti contagio

Gioiellerie chiuse da mesi senza alcuna motivazione giustificabile. Nuovo grido d'allarme del delegato settore Preziosi di Confartigianato Imprese Pescara Santarelli che, a nome di tutto il settore delle gioiellerie che è stato chiuso con gli ultimi dpcm del Governo e ordinanze regionali, chiede una riapertura immediata parlando di una grave discriminazione per questa categoria commerciale, dove i negozi e locali sono assolutamente sicuri in quanto già adeguati ai protocolli sanitari lo scorso anno.

In particolare, si contesta anche l'ordinanza della Regione per la zona rossa in provincia di Pescara, con il 90% delle attività aperte e solo poche categorie, fra cui le gioiellerie, chiuse.

Come se il contagio dipendesse dal nostro settore. Dopo aver perso gran parte delle festività del 2020, tra cui la Pasqua e il Natale, siamo chiusi dal 13 febbraio e l’eventuale sostegno economico di cui si discute non arriverà prima di fine aprile. Come faremo?

Le gioiellerie sono locali protetti con doppia porta a comando, con telecamere di sorveglianza, con accessi limitati ad un cliente alla volta.

Impossibile, quindi, che si creino assembramenti. Eppure la maggior parte dei negozi è aperta, mentre noi siamo costretti alla chiusura. Già nel 2020 sono saltate la Festa del papà, la Pasqua, la festa della mamma, le comunioni, i matrimoni, i battesimi, il Natale. Dopo un anno continuano le chiusure senza senso. Sono aperte le fabbriche, dove non sono mancati focolai, ma un settore come il nostro, che non rappresenta alcun rischio, non può aprire

Confartigianato si chiede come faranno i commercianti a pagare le tasse, gli stipendi e i fonritori oltre al sostentamento delle loro famiglie, considerando che i ristori se arriveranno non saranno disponibili prima della fine di aprile, aggiungendo che commercio e artigianato hanno bisogno di programmazione non di improvvisazione, con chiusure improvvise senza certezze sulle riaperture e sugli indennizzi.

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