"Non siamo fantasmi", anche da Pescara il grido d'allarme del settore abbigliamento: "Molti a rischio chiusura"

Almeno un quarto delle imprese del settore senza indennizzi rischiano di chiudere entro la fine dell'anno

"Non siamo fantasmi". Anche da Pescara parte il grido d'allarme del settore abbigliamento con la campagna di sensibilizzazione di Federmoda/Confcommercio.
Almeno un quarto delle imprese del settore senza indennizzi rischiano di chiudere entro la fine dell'anno.

Il messaggio dell'associazione di categoria è rivolto alle istituzioni e al governo in primis.

L’associazione di categoria, alla quale aderiscono le imprese del commercio al dettaglio e all’ingrosso di abbigliamento, calzature e pelletterie, reclama visibilità e tutela per la categoria, in considerazione della grave crisi che la pandemia ha causato anche nel settore.

Questo quanto dice Enzo D’Ottaviantonio, presidente provinciale Federmoda/Confcommercio:

«ll nostro comparto vive di stagionalità e sta perdendo tutte le vendite dell'autunno/inverno in un momento fondamentale che è il più importante dell'anno. La crisi si fa ogni giorno più pesante eppure siamo esclusi da ogni forma di indennizzo. Servono ristori congrui anche nelle aree arancioni in quanto con la chiusura dei pubblici esercizi pochissimi decidono di uscire per acquisti e spesso stiamo in negozio solo nella speranza che arrivi qualche cliente affezionato. Le vendite sono crollate fino all’80% rispetto all’anno scorso e rischiamo seriamente che nella nostra provincia un quarto delle imprese del settore abbigliamento e calzature rischino di chiudere entro fine anno con gravi ripercussioni anche sull’occupazione locale». 

«La chiusura dei pubblici esercizi», aggiunge D'Ottaviano, «con il venir meno delle occasioni sociali di incontro, la ripresa forte dello smart working e l’ipotesi di nuovi lockdown hanno praticamente paralizzato le vendite. Se a questo ci si aggiunge il timore per il futuro, si capisce bene come uno dei primi settori di consumo sacrificati sia stato il nostro. Nonostante il quadro della crisi sia chiarissimo, per le istituzioni restiamo dei fantasmi: nessuno sembra accorgersi dei gravi danni subiti dai nostri negozi, che vivono di collezioni stagionali ed hanno investito ingenti capitali in prodotti che rischiano di restare fermi sugli scaffali.Servono misure urgenti di sostegno ed al riguardo la Federmoda/Confcommercio ha chiesto al Governo contributi a fondo perduto, liquidità dalle banche, credito d’imposta per gli affitti, condono tombale sui versamenti tributari e contributivi, detassazione e rottamazione dei magazzini, sospensione dei mutui e prosecuzione della cassa integrazione fino a tutto il 2021. A livello regionale ci appelliamo però anche alla Regione Abruzzo affinché possa varare interventi di sostegno ad un settore fondamentale per l’economia abruzzese». 

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