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Una speranza per i lavoratori delle Naiadi: la struttura potrebbe riaprire in tempi brevi

Oggi 13 gennaio si è tenuto un incontro organizzato con i lavoratori e collaboratori della struttura e i sindacati dall'amministrazione

Potrebbero ripartire a breve le attività delle Naiadi. È quanto emerge dall'incontro avuto oggi fra il direttore generale Di Matteo, i sindacati, i lavoratori e collaboratori della struttura sportiva chiusa a causa del dpcm autunnale per le restrizioni dovute al Covid.

Il responsabile tecnico Pietrantonio ha spiegato che dal punto di vista tecnico le piscine e tutto l'impianto possono tornerà operativi già da subito grazie alla costante manutenzione con 30 mila euro di spese per riaprire agli agonisti ed entrate di 20 mila euro. Una differenza che potrebbe essere colmata con il contributo della Regione. Per i lavoratori, in cassa integrazione, da ottobre invece non sono arrivati gli indennizzi. Il segretario regionale Slc Cgil Cupido:

L'incertezza è legata anche ai dpcm oggi sembra chiaro che al contrario di come si pensava, il 16 gennaio prossimo, palestre e piscine non riapriranno. Non c'è una data sulla ripartenza e questo ovviamente non ci agevola. Bisogna lavorare e lo stiamo facendo per capire come riaprire Le Naiadi e per questo bisogna ragionare, e lo stiamo già facendo, con Regione, gestore e lavoratori e collaboratori.

Bisogna capire quali sarebbero le capacità economiche per poter riaprire la struttura sportiva. Riaprire però in queste condizioni, ovvero solo agli agonisti poi non permetterebbe a tutti i lavoratori e collaboratori di tornare a lavorare, e in questo caso potrebbe essere prevista una turnazione del lavoro.

 Inoltre, aggiunge il sindacato, non ci sono risposte dalla Regione per il nuovo bando, e i lavoratori e collaboratori sono pronti alla mobilitazione in caso di silenzio prolungato. Petrongolo, della Cisl, aggiunge che la struttura è bloccata da ottobre e non si sa cosa accadrà dopo il 16 gennaio.

La riapertura solo per gli agonisti è da capire, ma oggi si rende necessario un confronto con Regione e gestori per capire quali sono le difficoltà per la riapertura e come muoversi perché parliamo di una struttura sportiva fra le più importanti del Paese. Vogliamo chiedere alla Regione - ha spiegato Petrongolo - una minima riapertura, ma immediata, per poter lanciare anche un segnale visto che una chiusura lunga potrebbe creare danni, nonostante la manutenzione ordinaria

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