Sabato, 13 Luglio 2024
Economia

Movida in piazza Muzii, serrato confronto tra associazioni di categoria e amministrazione: il dialogo c'è, ora si aspettano i fatti

Una vera maratona oggi in Comune. Si sono svolti gli incontri in commissione attività produttive e in conferenza capigruppo: chiesta condivisione sul piano di risanamento acustico e un nuovo regolamento di igiene, ma è sul ritiro immediato della determina che i rappresentanti degli esercenti vogliono subito una risposta concreta

Un giudizio sospeso per buona parte dei rappresentanti delle associazioni di categoria divisi tra chi è più ottimista e chi prima di esprimersi attende che quanto oggi portato sui tavoli della commissione attività produttive e quello della conferenza dei capigruppo su cui l'apertura c'è stata, si concretizzi. 

Parliamo delle problematiche legate ai locali del cosiddetto quadrilatero della movida, ovvero piazza Muzii e le vie limitrofe. Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confartigianato e l'associazione Pescara Viva la prima risposta se l'aspettano sulla determina firmata dagli uffici. Quella che prevede riduzioni dell'occupazione dello spazio pubblico all'esterno dei locali anche per favorire la riduzione del rumore antropico della zona nell'ottica del piano di risanamento acustico di cui si discute da mesi e che a giorni potrebbe arrivare in consiglio comunale per il sì definitivo. Determina di cui i rappresentanti degli esercenti hanno chiesto l'immediato ritiro. Su questo però difficoltà potrebbero essercene a sentire sia il presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli che il capogruppo della Lega Vincenzo D'Incecco: essendo un atto amministrativo la politica non può fare molto affermano e se per D'Incecco va bene il dialogo ma sempre nel rispetto di norme, leggi e regolamento, Antonelli ha preso l'impegno di sollecitare domani mattina sindaco e assessore di competenza “perché si possa rivedere il documento”.

Ad avanzare la richiesta, così come le altre portate all'attenzione della politica, sono stati per le associazioni di categoria il direttore di Confartigianato Fabrizio Vianale, il direttore di Confesercenti Gianni Taucci, il presidente della Confcommercio Riccardo Padovano, il responsabile del commercio e turismo della Cna Luciano Di Lorito e Pierluigi Pasetti voce dell'associazione Pescara Viva che al tavolo sono arrivati con l'avvocato Andrea Lucchi e il tecnico acustico Sandro Spatafora.

Favorevole al ritiro della determina sul fronte della maggioranza è il presidente della commissione attività produttive Fabrizio Rapposelli che parla di un provvedimento “intempestivo” sia perché fino al 31 dicembre 2022 c'è la proroga della misura anti-covid che consente una maggiore occupazione del suolo pubblico e perché ora l'emergenza è il caro bollette, sia perché la situazione della zona è cambiata nel tempo: meno persone e dunque meno rumore. “Le rilevazioni Arta sono datate”, chiosa ribadendo la sua idea di come andrebbe rilanciata la zona e di cui aveva nei giorni scorsi parlato a IlPescara.

Il presidente del consiglio comunale Antonelli assicura che un altro confronto ci sarà prima che il documento torni in consiglio comunale per il “sì” definitivo. Apertura che garantisce anche in risposta alla terza richiesta avanzata dalle associazioni di categoria: rivedere il regolamento di Igiene datato 2009 e citato proprio in quella determina su cui c'è stata la levata di scudi. Pieno appoggio e apertura totale in questo senso anche dalla capogruppo di Fratelli d'Italia Zaira Zamparelli che su regolamento di Igiene e piano di risanamento chiede di imboccare la strada del buon senso. “Vengo da questo mondo – spiega – le persone hanno diritto di riposare, ma anche gli esercenti di lavorare anche perché qualcuno lì le attività le ha fatte aprire ben prima che entrassi in politica”. Sugli atti amministrativi non entra nel merito se non ricordando che tutti quegli approvati sono conseguenza del piano di risanamento acustico adottato oltre che del vecchio piano di Igiene. Per questo vanno rivisti con il primo su cui si può fare un buon lavoro, sottolinea, apportando modifiche tali che consentano la coesistenza di locali e residenti: “L'equilibrio è possibile”, chiosa.

Positiva per Di Lorito l'apertura della maggioranza, così come per Vianale e Taucci che sospende però il giudizio sull'esito degli incontri di oggi: per lui il ritiro della determina sarà il vero segnale di un nuovo percorso. Anche per Padovano buoni i presupposti e se la determina è importante, altrettanto lo sono le modifiche al piano di risanamento acustico e a quello igienico perché le loro misure si applicano a tutto il territori comunale e il rischio sarebbe quello di trovarsi con una città piena di restrizioni a differenza di comuni vicini, con un aggravio di penalizzazione per chi fa commercio.

Al tavolo anche i capigruppo d'opposizione Piero Giampietro del Partito democratico e Erika Alessandrini del Movimento 5 Stelle. Entrambi si sono da sempre opposti al piano di risanamento acustico e la Alessandrini auspica un passo indietro della maggioranza prima che “si scateni l'inferno: se passa così com'è anche chi viene svegliato dai rumori dell'Attiva di notte avrà ragione a lamentarsi e si dovrà rivedere il servizio per rispettare le norme. Serve il buon senso non che si faccia lo scaricabarile sui tecnici” , aggiunge in merito alla determina. Stessa posizione quella di Giampietro che alla luce delle aperture di oggi chiede questa volta di discutere gli emendamenti che saranno presentati in aula per rivedere il piano anti-rumore anche alla luce del fatto, sostiene anche lui, che il flusso di persone nella cosiddetta zona della movida sia diminuito. 

Per il capogruppo D'Incecco l'origine di tutti i mali sarebbe nella gestione della vecchia amministrazione che misure per far convivere esercenti e residenti dovevano prenderle già da quando questi ultimi si erano lamentati. “Se ne sono infischiati e ora ci ritroviamo con richieste di risarcimenti”. Inevitabile dunque per lui che si applichino misure atte a riportare la situazione ad una gestione che consenta a chi ci vive di riposare: “capisco che la situazione è complessa, ma responsabilità ci sono. Confrontarsi e creare un punto d'incontro sì – conclude -, ma senza per questo violare leggi, norme e regolamenti”.

Posizioni diverse sì, ma tutti sembrano d'accordo su una cosa: il confronto serve e un punto di equilibrio va trovato. Saranno i fatti a dimostrare se, alla fine, lo si riuscirà a trovare.

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