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L'appello di Confcommercio: "Salviamo le piccole attività"

Confcommercio Abruzzo lancia un grido d'allarme sul declino delle piccole e medie imprese commerciali, chiedendo interventi decisi da parte di Regione e Comuni. "I negozi di vicinato servono a mantenere luce, movimenti e vita nei Paesi"

L'Assemblea di Abruzzo Confcommercio, nei giorni scorsi, ha ripreso in esame la situazione critica delle piccole e medie imprese commerciali ed ha deciso di sollecitare intervinti ai massimi Vertici Regionali ed a tutti i Sindaci dei Comuni  interessati.

In Abruzzo, ha ribadito l’Assemblea, è accentuato il fenomeno della desertificazione delle attività commerciali nei piccoli Comuni e nei Centri urbani, soffocate da una parte dalla concorrenza impari delle troppe grandi strutture di vendita esistenti e dall’altra dall’enorme carico fiscale nazionale, regionale e dai tributi comunali.

Abruzzo Confcommercio sollecita, pertanto, alla Regione:

a)    di approvare una normativa organica  a sostegno degli esercizi polifunzionali.

In merito, l’Associazione ripropone oggi, nello spirito di collaborazione, i progetti di legge e di regolamento già inviati alla Regione Abruzzo ed ispirati a quelli adottati nella Regione Veneta, che potrebbero costituire una base di discussione per affrontare il problema;

b)    di favorire la creazione di veri e propri “Centri Commerciali Naturali” che, oltre a permettere la permanenza delle piccole attività commerciali all’interno dei contesti urbani, possano fungere da riequilibratori demografici, contribuendo al pieno utilizzo del patrimonio abitativo esistente.

c)    di azzerare o quanto meno ridurre l’IRAP per i piccoli negozianti, che non riescono più a sopportare un carico fiscale così elevato;

d)    di riportare in bilancio ed erogare al più presto i 6.000.000,00 di Euro in favore delle attuali Cooperative di garanzia dei commercianti, alle quali erano state assegnate, per il consolidamento del patrimonio ed in c/interessi, la somma di Euro 4.000.000,00 sul Piano di riparto del “Fondo Unico” degli anni 2006-2007 e la somma di Euro 2.000.000,00 sul Piano di riparto del “Fondo Unico” 2008.

In questo periodo di crisi a livello mondiale, accentuata in Abruzzo dal terribile terremoto, occorre intervenire subito in favore delle piccole e medie imprese commerciali tramite le Cooperative di garanzia esistenti, rinviando a tempi migliori il progetto di accorpamento delle stesse, accorpamento che, comunque, non può avvenire dalla mattina alla sera ma necessita di almeno un periodo di  tre anni dalla modifica della normativa;

e)    di non aumentare le attuali 35 giornate di deroga alla chiusura domenicale e festiva, per andare incontro alle esigenze delle piccole e medie imprese commerciali che, a differenza della grande distribuzione, non sono in grado di organizzare turni di lavoro.

Sull’esempio del Sindaco di Cessalto (Treviso), Abruzzo Confcommercio chiede, poi, tramite le Confcommercio provinciali di Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo, ai Sindaci di azzerare o quanto meno ridurre ICI, TOSAP e TARSU ai piccoli esercenti il commercio, che svolgono non solo una funzione economica ma anche sociale, come ad esempio agli anziani che non possono spostarsi facilmente con la macchina.

I negozi di vicinato servono a mantenere luce, movimenti e vita nei Paesi.
La scomparsa di una consistente fetta di piccoli esercizi commerciali ha portato allo svuotamento dei Centri minori, all’impoverimento dei Centri storici, alla maggiore caoticità della circolazione sulle importanti arterie di collegamento, specie tra Centri urbani e zone di ubicazione  delle grandi strutture di vendita, con conseguenti riflessi negativi sulla vita di tutti i Centri abitati.

I piccoli negozi garantiscono posti di lavoro in loco, che servono a tutelare la qualità della vita ed a frenare lo spopolamento in atto nelle zone montane.

Sono questi i motivi, conclude Abruzzo Confcommercio,   per cui l’Associazione ha sostenuto da sempre e continua a sostenere il commercio di vicinato, specie  nei Comuni periferici e nei Centri storici,  chiedendo alla pubblica Amministrazione di favorire, con ogni mezzo, le piccole imprese commerciali e quelle polifunzionali a conduzione familiare

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