Economia

I ristoratori lanciano il grido d'allarme: "Zona rossa a Pasqua, siamo al tracollo"

Abbiamo raccolto le lamentale di alcuni imprenditori del food, sia in centro a Pescara sia in altre zone. Un po' tutti criticano la gestione della crisi e i mancati incassi nell'ennesimo periodo di festa barricati in casa. Ma c'è anche chi cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno

Emiliano Ferraro della “Antica Panetteria Alessandra”

Tra le categorie più penalizzate dalla crisi pandemica e dalle conseguenti restrizioni, ci sono senz'altro i ristoratori. Già in altre occasioni si era scritto della loro situazione, soprattutto nella fase iniziale delle varie chiusure e poi nel periodo natalizio. Ora però altri mesi sono passati e la Pasqua è alle porte, cioè un altro degli appuntamenti fondamentali a livello religioso ma anche... mangereccio e quindi economico. Mancati incassi, e non solo. I ristoratori pescaresi che abbiamo interpellato lamentano anche ristori risibili, casse integrazioni al minimo e con tempi incerti, mentre gli affitti sono sempre gli stessi e le tasse arrivano con puntualità svizzera.

Tanti dichiarano di essere al collasso, ma c'è anche qualcuno che riesce a vedere il bicchiere mezzo pieno. Partiamo da lui, da un ristoratore di arrosticini che grazie al take-away ha completamente reinventato la propria attività, creando una nuova clientela. Mirko Frattarelli di “Arrosticini e Vini”, che propone asporto e consegna a domicilio con gestione familiare: “Partendo dal presupposto che molti di noi vivono una situazione drammatica, nello specifico la mia attività ha trovato soluzioni alternative con le piattaforme di delivery e le consegne a domicilio. Da una piattaforma di delivery, siamo passati a tre e quando possibile ci muoviamo anche noi in prima persona. Un calo ovviamente c'è, a maggior ragione in questo periodo festivo. Quest'anno saremo aperti a Pasqua sera e a Pasquetta pranzo e cena, Mi sento di dire che in una fase di grande crisi spesso si creano nuove idee e così speriamo di limitare le perdite, sempre mantenendo alta la qualità che ci viene riconosciuta”.

I dolori peggiori arrivano quando ascoltiamo le grida di aiuto di ristoratori strutturati in maniera diversa, con più dipendenti a carico e magari locali molto grandi da mantenere. “Panta Rei” non è solo un aforisma greco che significa “tutto passa”, ma in questo caso è un ristorante di pesce sul lungomare di Pescara. Vincenzo Petrucci, tutto passa? “Speriamo che possa passare presto, ma in questo momento sembra tutto nero. Consideriamo che con l'arrivo della Pasqua e più in generale delle belle giornate di sole, qui solitamente c'è sempre stata tanta clientela e ci sarebbe stata anche quest'anno. I mancati incassi sono enormi, la categoria è vicina al tracollo. Ora il mio ristorante è chiuso e i dipendenti sono in cassa integrazione, ma la struttura sta funzionando ugualmente solo come bar per limitare i danni, visto che oggi lavoriamo al venti per cento. Siamo rimasti solo io e mio fratello Antonio, anche se siamo sempre in contatto con i nostri dipendenti che sono in grandi difficoltà a causa della incertezza della cassa integrazione. Nel contempo, bollette e tasse arrivano sempre e per quanto riguarda i ristori ho ricevuto solo 1200 euro dell'anno scorso, mentre ho appena dovuto pagare 950 euro di Enel per il mese di febbraio, così per fare un esempio e due conti...”.

In centro a Pescara gli affitti dei locali sono enormi, è perciò molto preoccupato Antonio Florindi di “Lamajè”, che per la tipologia del suo ristorante non può nemmeno ipotizzare le consegne a domicilio e comunque deve fare i conti con i costi di chef e personale: “Per Pasqua non ci aspettiamo grandi richieste per gli asporti, ma noi ci saremo. In genere in questa ricorrenza le famiglie amano uscire e andare al ristorante per mangiare in serenità e seduti. Vedremo, ma così è difficile perché io pago un affitto importante e spesso ci dobbiamo appellare alla benevolenza dei proprietari che magari ci aspettano. Io di questo lavoro ci vivo, non è un di più. Ecco perché molti decidono di tenere la serranda completamente abbassata, perché così almeno si limitano i danni. Siamo arrivati al punto di non fare un passo in più, per paura di fare ulteriori guai”.

Ristorante e pizza rinomata da “Antica Panetteria Alessandra”, che sta cercando di tenersi a galla appunto con l'attività di panetteria e una sola volta a settimana, il sabato, consegna a domicilio. Emiliano Ferraro: “Non entro nel merito nella gestione di questa crisi a livello di ristorazione e nemmeno nella situazione della cassa integrazione, ma credo si possa intuire. La tassazione ci sta distruggendo, qui ad esempio abbiamo pagato 2500 euro di Tari come se avessimo lavorato a pieno! Come ci stiamo sostenendo? Soprattutto con la panetteria e i caffè da asporto, ma è poca roba. La Pasqua è l'ennesima beffa di una annata terribile, io mi auguro che da qui a un mese almeno ci restituiscano la possibilità di lavorare dignitosamente, in sicurezza ovviamente, perché non bisogna dimenticare l'emergenza sanitaria in corso”.

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