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Economia

Aumenta l'indebitamento delle famiglie, Pescara è la peggiore provincia abruzzese con 20.229 euro: rischio usura

A fornire il quadro della situazione è un'analisi fatta dall'ufficio studi della Cgia di Mestre

L'Abruzzo è al 13esimo posto in Italia sul fronte del debito delle famiglie.
Al 31 dicembre 2021 l'indebitamento ammontava a 9.286 miliardi di euro in aumento dell'1,5% rispetto al 2019.

L'importo medio del debito per le famiglie abruzzesi è pari a 16.855 euro.

A livello nazionale la media vede un debito complessivo pari a 574,8 miliardi di euro (+21,9 miliardi rispetto a un anno prima). L’importo medio per nucleo familiare era di 22.237 euro; se confrontato con il dato di 12 mesi prima, la variazione è stata positiva e pari a 851 euro. Nella nostra regione la provincia con le famiglie con maggiore indebitamento è quella di Pescara con un debito medio di  20.229 euro (è 49esima in Italia), seguita da Teramo con 16.748 euro, Chieti 16.089 e L’Aquila con 14.426.

La preoccupazione dell’ufficio studio della Cgia, comunque, non è tanto ciò che si è in grado di misurare, ma quello che non si riesce nemmeno a intravedere; come, ad esempio, il rischio usura: «Un fenomeno, quest’ultimo, che, da sempre, è difficilmente dimensionabile, anche quando si hanno dati statistici recenti sul numero di denunce notificate alle forze dell’ordine. Figuriamoci ora, che gli ultimi dati disponibili sono riferiti a un paio di anni fa», si legge nel rapporto della Cgia.

Bollette: gli autonomi stanno pagando i rincari due volte

L’aumento esponenziale dei prezzi, il caro carburante e quello delle bollette energetiche potrebbero peggiorare notevolmente la situazione economica di tantissime famiglie italiane. Segnaliamo, in particolar modo, che molti artigiani, piccoli commercianti e partite Iva stanno pagando due volte lo straordinario aumento registrato in questi ultimi 6 mesi dalle bollette di luce e gas. La prima come utenti domestici e la seconda come piccoli imprenditori per riscaldare e illuminare le proprie botteghe e negozi. Una situazione che per molte attività sta diventando impossibile da sostenere.

Usura: a rischio artigiani, commercianti e partite Iva

Con le sole denunce effettuate all’Autorità giudiziaria non è possibile dimensionare l’usura. Questo fenomeno è molto “carsico”; chi finisce nella rete di questi criminali spesso ha paura di denunciare i suoi aguzzini perché teme per l’incolumità propria e dei suoi familiari. E con la crisi economica ormai nuovamente alle porte, anche le forze dell’ordine denunciano da tempo molti segnali di avvicinamento delle organizzazioni criminali al mondo dell’imprenditoria. In particolar modo di quella composta da artigiani, negozianti e partite Iva. Lavoratori autonomi che si indebitano per poche migliaia di euro, ma nel giro di qualche mese si trovano nell’impossibilità di restituire questi soldi, perché nel frattempo gli interessi hanno raggiunto livelli spaventosi. Sono queste, secondo l’Ufficio studi della CGIA, le realtà più a rischio. Questo dimostra che lo Stato deve intervenire con massicce dosi di liquidità, altrimenti molte imprese cadranno prigioniere di questi fuorilegge. Non solo, ma è necessario incentivare il ricorso al “Fondo per la prevenzione” dell’usura. Uno strumento, quest’ultimo, presente da decenni, ma poco utilizzato, anche perché sconosciuto ai più e, conseguentemente, con scarse risorse economiche a disposizione.

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