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Venerdì, 20 Maggio 2022
Economia

Finanziate 25 mila imprese abruzzesi con i decreti "Cura Italia" e "Liquidità"

La Cna ha fatto il punto della situazione per quanto riguarda i finanziamenti concessi alle imprese abruzzesi per la crisi dovuta al Coronavirus

Sono quasi 25 mila le imprese abruzzesi che sono state ammesse al fondo centrale di garanzia per i finanziamenti relativi ai decreti "Cura Italia" e "Liquidità" del Governo per la crisi dovuta al Coronavirus. All'11 agosto, fa sapere la Cna con il presidente Saraceni, erano per l’esattezza 23.849 quelle approvate, il 90% delle quali (ben 21.649) per l’importo fino a 30mila euro.

Un risultato soddisfacente considerando le preoccupazioni ed i ritardi nelle prime settimane, anche se ora occorrerebbe un cambio di passo con la Regione che dovrebbe integrare con propri fondi il fabbisogno delle aziende soddisfatto solo parzialmente dal fondo governativo. La provincia di Chieti è quella con il maggior numero di pratiche, 6568 con 351 milioni di euro finanziati. Segue Teramo con 6198 pratiche ed oltre 380 milioni di euro erogati, L'Aquila con 5171 pratiche per 251 milioni e Pescara con 5912 pratiche e 253 milioni di euro erogati dalle banche.

Saraceni ha commentato:

La lettura dei dati conferma uno scenario che già le scorse settimane avevano messo in evidenza: la fortissima esigenza di liquidità che viene dalle aziende abruzzesi, alle prese con i gravissimi problemi determinati dall’emergenza Covid su produzioni, fatturati, occupazione. Un quadro che i finanziamenti legati alle misure del Governo, concepite soprattutto come sostegno nel momento di crisi più acuto, non possono sostenere più di tanto. Misure che, in ragione delle regole per l’accesso fissate, con paletti legati al fatturato, hanno di fatto estromesso automaticamente dalla possibilità di accesso una platea sterminata di micro imprese, che adesso chiede interventi a suo favore

.Secondo la Cna, dunque, occorre integrare le misure con altri interventi per chi è rimasto escluso dai crediti e dunque la Regione deve agire come indicato dal comitato tecnico scientifico abruzzese che ha parlato proprio di micro credito per start up e soggetti non bancabili ed un sostegno ai confidi per la garanzia da offrire alle imprese che chiedono finanziamenti.

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