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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Economia

Guerra Russia - Ucraina, l'allarme della camera di commercio: "A rischio la bilancia commerciale abruzzese"

L'agenzia di sviluppo della Camera di Commercio Chieti Pescara ha diffuso i dati relativi al calcolo degli scambi commerciali fra l'Abruzzo e i due Paesi attualmente in guerra

La guerra in Ucraina avrà conseguenze pesanti e importanti anche sulla bilancia degli scambi commerciali per l'Abruzzo. È quanto emerge analizzando i dati sull'andamento degli scambi commerciali delle imprese abruzzesi con Ucraina e Russia, diffusi dall’agenzia di Sviluppo della Camera di Commercio Chieti Pescara. Nei primi mesi dle 2021 l'Ucraina aveva fatto registrare quasi un 30% in più di export dall'Abruzzo rispetto all'anno precedente, e la Russia che nei primi mesi del 2021 riforniva la regione per ben 7,7 milioni di euro con un 263% di import in più rispetto al 2020.

Il conflitto dunque porterà ricadute negative su export, import, interscambio e flussi commerciali anche nella nostra regione, senza contare le problematiche legate al rischio per gli approvigionamenti di materie prime e i rincari energetici sul gas, che peraltro già stanno pesando in modo critico sulle aziende abruzzesi e sulle famiglie.

"Guardando all’ Ucraina, nei primi 9 mesi del 2021 le imprese abruzzesi hanno esportato beni per 29,9 milioni di euro, con un incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente del + 29,2 %. Al primo posto delle esportazioni troviamo gli autoveicoli prodotti nel distretto della meccanica per 17,6 milioni di euro, con un incremento dell’85 % nell’ultimo anno considerato. A seguire i prodotti chimici di base e fertilizzanti (+ 12,5%), gli articoli in gomma (+53,6%), gli strumenti e forniture mediche e dentistiche (che hanno avuto l’incremento maggiore a seguito della pandemia con + 377%), gli altri macchinari per impieghi speciali e gli articoli di abbigliamento.
Le importazioni dal mercato ucraino ammontano a 5,4 milioni di euro, con un decremento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente del – 11,2 %.
Al primo posto delle importazioni troviamo i prodotti di colture agricole per 1,6 milioni di euro, seguiti dagli articoli di abbigliamento e dal materiale in pietra, sabbia e argilla. Quindi i prodotti in legno ed i prodotti chimici di base e fertilizzanti."

Per la Russia, invece, nei primi nove mesi del 2021 sono stati esportati 62,8 milioni di euro di beni, con un aumento del 7,3% rispetto al periodo precedente. Al primo posto delle esportazioni troviamo anche per il mercato russo gli autoveicoli prodotti nel distretto della meccanica per 22,3 milioni di euro, con un incremento del +36,9 % nell’ultimo anno considerato. A seguire gli articoli di abbigliamento, i mobili, gli articoli in gomma (questi ultimi con un incremento del + 49.8%) e gli altri macchinari per impieghi speciali. Le importazioni dal mercato russo ammontano 7,7 milioni di euro, con un consistente incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente del + 263 %.
Al primo posto delle importazioni troviamo i prodotti di colture agricole per quasi 3 milioni di euro (con un volume quattro volte superiore al 2020), seguiti dagli articoli in materie plastiche per 2,5 milioni di euro. A queste prime due voci seguono nettamente distanziate per valore complessivo le importazioni di strumenti e apparecchi di misurazione, i prodotti chimici di base ed i prodotti in acciaio.

Il presidente della camera di commercio Chieti Pescar Strever evidenzia come sia fortemente a rischio l'equilibrio economico regionale, già in crisi per il post pandemia:

"Bisogna alzare la guardia sul settore degli autoveicoli che, produce, da solo circa il 50 per cento del pil abruzzese e, soprattutto, bisogna fare una riflessione sull’indipendenza energetica del paese recuperando su ritardi divenuti ora inaccettabili”.

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