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"Grave carenza di poliziotti in Abruzzo, a rischio la sicurezza dei cittadini": l'appello del Silp Cgil

Entro l’estate in Abruzzo arriveranno soltanto 61 poliziotti appartenenti ai ruoli agenti e assistenti a fronte di oltre 131 i poliziotti che lasceranno il lavoro per raggiunti limiti di età, più del 50% in meno

Il sindacato italiano lavoratori polizia Cgil rilancia l'allarme sulla carenza di poliziotti in Abruzzo e sul fatto che il controllo del territorio e la sicurezza dei cittadini è a rischio.

Alla data del 31 dicembre 2023 le carenze organiche complessive della polizia di Stato ammontavano a 10.271 unità, pari al 9% della dotazione organica prevista dalla legge - si legge nei dati ufficiali del Dipartimento della pubblica sicurezza - risultante dalla differenza tra una dotazione organica pari a 109.408 unità e una forza effettiva pari a 99.137 unità.

"Una situazione che - sottolinea il sindacato - nella nostra regione vede percentuali di carenza di organico in crescita nel 2024 per la mancanza di assegnazioni di nuovi agenti e tanti pensionati. Basti pensare che con i prossimi trasferimenti previsti entro l’estate in Abruzzo arriveranno soltanto 61 poliziotti appartenenti ai ruoli agenti e assistenti a fronte di oltre 131 i poliziotti che lasceranno il lavoro per raggiunti limiti di età, più del 50% in meno, percentuale che sale ulteriormente sé consideriamo il triennio ‘23/’24/2025".

"Il nostro territorio – spiega David Belgiorno, segretario regionale del Silp Cgil  – soffre da tempo di carenze organiche importanti che riguardano le questure, i commissariati e le specialità, tutti quei presidi di sicurezza che garantiscono ogni giorno il controllo del territorio e la prevenzione dei reati.Il fenomeno della carenza di personale, che riguarda anche le altre forze  di polizia si unisce all’elevata età media, che supera i 50 anni e criticità legate alle strutture e ai mezzi. Il governo in carica, al di là degli slogan, ha mostrato scarsa attenzione per il comparto sicurezza: zero assunzioni straordinarie, zero investimenti, risorse inadeguate per il rinnovo del contratto di lavoro che le lavoratrici e i lavoratori in divisa aspettano ormai da oltre 850 giorni. Tutto questo influisce anche sul benessere organizzativo e lavorativo del personale, che sembra interessare sempre meno anche la nostra amministrazione".

L'appello del sindacato di polizia della Cgil  è alla comunità civile, alla politica locale, ai parlamentari eletti nel nostro territorio"affinché facciano la propria parte a tutti i livelli per esercitare pressione nei confronti del Parlamento e del Governo. Le elezioni europee si stanno trasformando in un’altra vetrina di propaganda fatta di vuote promesse, con una idea di fondo che ci preoccupa: quella di militarizzare la sicurezza, di farle perdere la sua funzione civile e democratica sancita dalla legge 121/81, di puntare maggiormente sulla repressione che sulla prevenzione così da tenere alto nel paese il clima di paura e incertezza, utile a chi strumentalizza le problematiche della sicurezza per una manciata di voti. Un gioco a cui noi ci opporremo sempre, anche mobilitandoci se necessario così come già avvenuto di recente”.

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