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Giovedì, 30 Maggio 2024
Economia

La gestione della autostrade A24 e A25 resta all'Anas, il consiglio di Stato accoglie ricorso di governo e Codacons

La gestione delle autostrade abruzzesi torna quindi ad Anas sino all'udienza di merito del Tar Lazio, fissata il 20 settembre

Il consiglio di Stato accoglie il ricorso presentato dal governo e dal Codacons e la gestione delle autostrade A24 e A25 resta in mano all'Anas.
«Difficoltà economiche della società non garantiscono sicurezza della rete», commentano dall'associazione dei consumatori.

La V sezione del consiglio di Stato ha dunque accolto il ricorso presentato da Mims, Mef, presidenza del Consiglio e Anas, con l’intervento ad adiuvandum del Codacons, relativo al caso di Strada dei Parchi Spa e alla gestione delle autostrade A24 e A25.

Per i giudici (presidente Paolo Giovanni Nicolo' Lotti, Relatore Diana Caminiti), come riferisce il Codacons, «la situazione determinatasi per effetto della insufficiente spesa per manutenzione da parte di Strada dei Parchi spa ha reso necessaria l’adozione di provvedimenti di limitazione dell’infrastruttura, volti a garantire l’esercizio autostradale in condizioni di sicurezza e che la stessa concessionaria ha segnalato la propria limitata capacità di finanziamento, e al fine di assicurare l’esecuzione di interventi considerati improrogabili, ha richiesto l’acquisizione di risorse pubbliche ovvero, in alternativa, la possibilità di impiegare le risorse assegnate al Commissario straordinario ex art.206 del decreto-legge n. 34/2020 […]Ritenuto che, in caso di permanenza della gestione in capo a Strada dei Parchi spa, la stessa non sarebbe dunque in grado di assicurare la regolare prosecuzione delle attività di manutenzione ordinaria, con ciò determinando il progressivo deterioramento dell’infrastruttura e l’esigenza di assumere crescenti misure di limitazione della stessa, a pregiudizio degli utenti, peraltro onerati, al ricorrere di tale ipotesi, dal pagamento di un pedaggio non ragionevolmente proporzionato al servizio assicurato; - Ritenuto che il pregiudizio alla sicurezza della circolazione possa ravvisarsi quanto meno pro futuro, in ipotesi di sospensione degli effetti degli atti gravati in prime cure, anche in eventuale assenza all’attualità del pericolo di crolli strutturali, avuto riguardo al progressivo ed inevitabile ulteriore deterioramento dell’infrastruttura, in assenza dei necessari interventi manutentivi; ciò a prescindere dalla disamina nella sede di merito dello stato di degrado all’attualità e delle sue cause; - Ritenuto pertanto che - avuto riguardo all’incapacità di Strada dei Parchi di assolvere ai necessari obblighi manutentivi dell’infrastruttura, con ulteriore aggravio delle condizioni della stessa e connesso pregiudizio alla sicurezza della circolazione - l’appello cautelare sia meritevole di accoglimento».

Così commentano gli avvocati Carlo Rienzi e Gino Giuliano, intervenuti in giudizio a sostegno del governo: «Per il consiglio di Stato lo stato di difficoltà finanziaria di Strada dei Parchi non garantisce la necessaria mole di lavoro di manutenzione di cui necessita la rete autostradale. La gestione dei 2 tronconi autostradali torna quindi ad Anas sino all'udienza di merito del Tar Lazio, fissata il 20 settembre».

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