Economia

Strada parco, la Filt/Cgil sulla filovia sospesa dal Tar: "Si superino le criticità evidenziate e si vada avanti col progetto"

Per il sindacato, come scrive Patrizio Gobeo, "si vada avanti sul progetto che prevede di riservare al trasporto pubblico un percorso esclusivo e dedicato come avviene nelle città più moderne"

«Dopo la recente ordinanza del Tar di Pescara che ha imposto un nuovo stop alla travagliata vicenda che da un trentennio punta vanamente ad introdurre un trasporto pubblico di massa su sede esclusiva e riservata, abbiamo temuto per un attimo che la città e l’intera area metropolitana, potessero alzare bandiera bianca in senso di resa a chi insiste nel guardare esclusivamente al proprio orticello ignorando quanto avviene nelle città più moderne dove è reale la sensibilità e la propensione delle amministrazioni locali ad una mobilità davvero sostenibile».
È quanto dice in una nota Patrizio Gobeo del sindacato Filt/Cgil che ritiene che si debba andare avanti nel progetto di una corridoio riservato al trasporto pubblico.

«Ci ha pensato il sindaco di Pescara, Carlo Masci, a rimettere la barra dritta e a rettificare alcune interpretazioni di comodo che “sull’euforia” dell’ordinanza emessa dal Tar», aggiunge Gobeo, «avevano fatto intendere erroneamente che l’amministrazione comunale potesse abbandonare l’idea di indirizzare il trasporto rapido di massa su un percorso non esclusivo e dedicato, vanificando così il vero e più importante obiettivo del progetto ovvero quello di rendere appetibile e concorrenziale il mezzo pubblico rispetto al mezzo privato».

Inoltre, per la Filt/Cgil «la mobilità sostenibile non prevede alternative e per ottenere tale scopo e in considerazione del fatto che nel territorio non esistono metropolitane sotterranee, c’è solo un modo: individuare un percorso dove il mezzo pubblico possa transitare liberamente e in via esclusiva percorrendo un lungo tratto di strada notoriamente alquanto trafficato, senza avere l’intralcio delle vetture private. Percorso che l’attuale amministrazione comunale (ma anche quelle precedenti) hanno individuato nella strada parco per poi proseguire nell'area di risulta, viale Marconi e università».

Il sindacato chiede che «non si perda più tempo e si afftontino con immediatezza le criticità. Chiaramente le ordinanze e le sentenze vanno rispettate (e aggiungiamo noi, eventualmente anche quelle successive) soprattutto quando vengono evidenziate criticità sugli aspetti relativi all’ambiente, alla sicurezza nonché alle barriere architettoniche quest’ultime ancora presenti e ben visibili sul tracciato della strada parco e in gran parte delle città soprattutto a ridosso delle fermate. Per questo auspichiamo che i rappresentanti della Regione, della Tua e delle amministrazioni comunali interessate facciano presto non solo a valutare la possibilità di un eventuale ricorso al Consiglio di Stato, ma predisponendo con immediatezza quei correttivi necessari a risolvere alcune persistenti criticità evidentemente percepite anche da chi non ha emesso l’ordinanza del Tar. Pescara e l’intera area metropolitana non possono più perdere tempo».

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