rotate-mobile
Domenica, 29 Gennaio 2023
Economia

Feste di Natale al via e i ristoratori sono ottimisti: tante prenotazioni e voglia di socialità, ma il caro bollette resta "il" problema

Tre quelli sentiti da IlPescara a cominciare da Gabriele Armenti (Fipe-Confcommercio): la voglia di uscire c'è e si guarda positivamente alle prossime tre settimane con il pesce tornato nella disponibilità sebbene con una forte oscillazione del prezzo, ma è il periodo post-festivo che preoccupa. Per tutti sarà un lungo inverno e sul fatto aiuto dal governo ne arrivino lo scetticismo è grande

La voglia di festeggiare c'è e la gente ha voglia di stare fuori di casa. I ristoranti le prenotazioni le hanno e al periodo natalizio si guarda con grande ottimismo sebbene a preoccupare, soprattutto con il caro bollette e gli aumenti delle materie prime che ci sono stati, è quello che arriverà dopo.

Il punto lo abbiamo fatto con alcuni ristoratori pescaresi e in particolare con Gabriele Armenti che il suo ristorante “Gabrielino” lo ha a Picciano e che della categoria è rappresentante in quanto presidente dell'associazione ristoratori della Fipe Confcommercio Pescara. “Sarà un fine anno positivo, ma è normale che non ci si può accontentare di quindi giorni di festività. Sarà un inverno lungo. Possiamo solo augurarci che passati il Natale e il Capodanno non ci sia un'ondata di ritorno e che non si tratti di un bagliore momentaneo. Certo è che al momento le aspettative sono ottime”.

Sembra essere anche passato il momento difficile del reperimento della materia prima, parliamo in particolare del pesce che con gli scioperi delle marinerie avevano mandato in crisi tutta la filiera. La situazione sembra essersi normalizzata con prezzi che all'asta oscillano, ma su cui ulteriori rincari al momento non ci sarebbero stati sebbene dovrebbero arrivare nei prossimi giorni visto il periodo di festa cui si va incontro.

Positiva anche la sensazione di Angelo D'Orazio titolare del lido La conchiglia azzurra di Montesilvano e dove gestisce anche il ristorante. “Io non mi lamento mai – esordisce -. Una flessione nei primi giorni di dicembre è normale e non dipende da nessuna crisi. Sarà sicuramente un bel Natale – conferma anche lui -. La gente ha voglia di uscire e festeggiare, soprattutto i gruppi. Qui sono tanti quelli che prenotano”. Grandi tavolate insomma che fanno presagire a ristoranti pieni durante le festività lasciandosi alle spalle il vuoto cui il covid ci aveva quasi abituati. Eppure una sorta di psicosi da pandemia ci sarebbe ancora, sottolinea Armenti che da parte sua si è visto annullare diversi eventi in maniera “preventiva” ovvero all'insegna del “potrei prendere il coronavirus meglio evitare”. Sulla questione il suo punto di vista è chiaro e cosa buona e giusta sarebbe dal suo punto di vista che il governo mettesse fine all'obbligo del tampone: “credo che le persone ritroverebbero la serenità e si libererebbero di molte paure”.

Per chi lavora nel settore l'unica paura è però quella del post-festività e del lungo inverno che accompagna alla pasqua e quindi alla primavera. Una cosa di cui parla anche Carlo Ferraioli, titolare del noto ristorante pescarese, che sul Natale ha come i suoi colleghi ottime sensazioni, ma sul dopo poche speranze sul fatto che aiuti dal governo possano arrivare. “La situazione si è normalizzata – conferma parlando sia dell'andamento dell'attività che della reperibilità delle materie prime -. Le prenotazioni ci sono già per domani ne abbiamo molte. Ma il grosso problema che stiamo affrontando resta quello del caro bollette. Magari arrivassero aiuti dal governo, ma ci credo poco. Mi auguro di sbagliarmi, ma credo che il periodo gennaio-febbraio sarà pesantino”.

Del caro bollette abbiamo parlato anche con Armenti e D'Orazio. Il rappresentante della categoria che già era entrato a gamba tesa del problema ad ottobre, parla per tutte le attività energivore: dai panifici ai ristoranti, passando per le pasticcerie e tutte quelle imprese dove forni e frigoriferi la fanno da padrone. “Abbiamo bisogno di aiuti veri – spiega -, non di crediti di imposta. Si potrebbero detassare nell'immediato le bollette eliminando le accise e tutta quella parte fiscale che lo Stato prende dalle materie prime. Ci vuole un minimo di respiro perché che tu abbia cento o dieci clienti devi mantenere gli standard di servizio. Se fatturi o non fatturi le spese vive le hai sempre. Il settore del 'fuori casa' è distrutto dal caro energia perché le bollette sono triplicate quando non quadruplicate e non sono più sopportabili a fronte del fatto che appartieni a quelle categorie che di energia non possono fare a meno. Anche sulla materia prima – aggiunge – i prezzi non sono stabili e gli aumenti ci sono stati e ci sono. Entro fine anno parliamo di un 30 per cento di rincaro su ogni prodotto”, conclude.

Un prezzo che sono costretti a pagare soprattutto i piccoli imprenditori con alcuni che hanno abbassato le saracinesche senza mai rialzarle proprio per il caro bollette come emerso da una recente indagine Confesercenti.

Bollette stellari che sono finite persino davanti alla presidenza del consiglio proprio tramite Confcommercio ricorda D'Orazio quando proprio la sua, del mese di agosto, volò fino a Roma perché passata dai mille euro del 2021 agli oltre 5mila del 2022.

Problemi che vanno affrontati, su questo sono tutti d'accordo sebbene scettici sul fatto che aiuti dal governo ne arriveranno. Intanto si pensa alle feste che, a detta degli addetti ai lavori, si aprono con la voglia di normalità e di trascorrere qualche ora fuori casa godendosi un pranzo o una cena con amici e parenti.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Feste di Natale al via e i ristoratori sono ottimisti: tante prenotazioni e voglia di socialità, ma il caro bollette resta "il" problema

IlPescara è in caricamento