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Venerdì, 20 Maggio 2022
Economia

La Federazione nazionale tartufai scrive alla Regione e ai carabinieri forestali: "In Abruzzo servono regole precise per gestire il territorio"

il presidente della Federazione nazionale associazione tartufai italiana, Fabio Cerretano, ha scritto all'ente regionale e ai carabinieri forestali in merito alla gestione dei territori dove vengono raccolti i tartufi

Regole certe e chiare per tutelare i territori e terreni dove il tartufo nasce spontaneo per garantire manutenzione necessaria per mantenere inalterato l’ecosistema tatufigeno. Il presidente della Federazione nazionale associazione tartufai italiana, Fabio Cerretano, ha inviato alla Regione Abruzzo e al comando dei carabinieri forestale per chiedere all'ente regionale delle regole che possano mettere fine alla situazione fuori controllo nella nostra regione, per tutelare proprio le zone dove i tartufi crescono spontanei, dando quindi garanzie ai tartufai.

“Il 16 dicembre scorso l’Unesco ha dichiarato “La cerca e cavatura del Tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali” patrimonio immateriale dell’Umanità per l’Italia e l’Abruzzo, e non solo per i tartufai, è un riconoscimento molto importante. Si da atto dell’esistenza di una “pratica e delle conoscenze necessarie per praticarla” che si tramanda di padre in figlio, oramai, da secoli. Tra i principi fondamentali è stato inserito il diritto all’ambiente nell’interesse delle future generazioni. L’8 febbraio scorso la Camera ha approvato, definitivamente, la variazione dell’articolo 9 e dell’articolo 4, mentre è stato rimarcato che secondo l’articolo 41 “l’iniziativa economica privata non può svolgersi in danno alla salute e all’ambiente”. Alla luce di queste novità vi chiediamo di porre maggiore tutela all’ambiente tartufigeno, attraverso controlli mirati e volti a evitare la raccolta fuori periodo e in particolare con mezzi distruttivi quale la zappa."

Vanno quindi tutelati anche i diritti alla libera ricerca, avendo territori liberi dove andare a tartufi rispetto a quelli riservati esclusivamente alla raccolta, ovvero le tartufaie controllate su terreni che ovviamente non sono coltivati:

"Chiediamo norme, di gestione del territorio, che agevolino l’affidamento dei terreni, ove il tartufo nasce spontaneo, alle associazioni che manutengano il territorio al fine di mantenere inalterato, o possano migliorare, l’ecosistema tartufigeno, senza che, ovviamente, l’associazione possa riservarsi la raccolta del tartufo”.

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