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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Economia

L'appello degli albergatori ai sindaci: "Azzerare le tasse locali, nel Pescarese oltre 2000 lavoratori disoccupati"

Federalberghi Pescara, con il presidente Schirato, lancia un appello agli amministratori locali per chiedere di azzerare le imposte locali per tutto il 2020

Un appello ai sindaci ed amministratori locali per azzerare le imposte locali per tutto il 2020. Federalberghi Pescara, con il presidente Schirato, parla di una situazione drammatica per il settore alberghiero che ha visto di fatto sfumare gli introiti per le festività pasquali e con la stagione estiva a rischio considerando le limitazioni che comunque rimarranno in vigore per evitare il contagio anche nei prossimi mesi.

Si tratta, come spiega Schirato, di tantissime micro imprese a conduzione familiare che rischiando di dover lasciare a casa 2.000 lavoratori fra Pescara e Montesilvano, che spesso sono stagionali ed impiegati proprio nei mesi primaverili ed estivi.

Richiediamo quindi l’azzeramento totale per l’anno corrente di tutte le imposte comunali per le strutture alberghiere, senza distinzione di categoria o servizi.   E quindi l’annullamento di: tassa di occupazione suolo pubblico, cosap, imu, tari imposta pubblicità, tassa di soggiorno e imposta demaniale ove presenti.

Le misure di sospensione di tali tributi non sono infatti sufficienti. Spostare le scadenze, oggi, sembra quasi una beffa che si aggiunge al danno!

Le misure devono essere all'altezza del danno subito, spiega Federalberghi Pescara mentre Cecilia Rubaudo, titolare dell'hotel Regent, ricorda che di fatto non viene prodotta spazzatura, non viene occupato suolo pubblico, non vi sono incassi per la tassa di soggiorno per la chiusura forzata.

Daniela Renisi Presidente dei giovani di Federalberghi aggiunge:

“La situazione è drammatica, ad oggi non è semplice fare previsioni, si parla di un’apertura a luglio nelle migliori delle ipotesi.  Questo significa che la stagione risulterebbe di fatto saltata e addio intero 2020. Molti clienti, che non lavorano da mesi, non avranno a disposizione le ferie e gli stipendi. Tra l’altro, le zone più colpite dalla pandemia, guarda caso sono proprio quelle che storicamente rappresentano il nostro bacino di clientela: Lombardia, Veneto, Piemonte"

Schirato conclude aggiungendo che il settore alberghiero vuole essere pronto ad ospitare i propri clienti nella massima sicurezza e rispettando le precauzioni previste, considerando che per tornare alla normalità ci vorrà tempo, e che probabilmente si dovrà anche rivedere il concetto di ospitalità per il prossimo futuro.

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