Giovedì, 28 Ottobre 2021
Economia

Export, male l'Abruzzo nei primi sei mesi del 2019: Cna lancia l'allarme e chiede interventi

Le esportazioni calano in molti settori ed il trend positivo delle automotive, per la prima volta, non riesce a compensare le perdite degli altri comparti

Dopo cinque anni con il segno positivo, l'export abruzzese per la prima volta fa registrare un dato complessivo in negativo, in controtendenza con la media nazionale. La performance del settore automotive, infatti, nonostante il dato positivo non riesce a compensare le perdite degli altri comparti produttivi, con un calo nei primi sei mesi del 2019 di 84 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2018.

La Cna Abruzzo ha snocciolato i dati Istat che mostrano un calo dell'1,9% con una media nazionale di crescita del 2,7%. Se infatti il settore automotive ha fatto registrare l'ennesimo record con 71 milioni di incremento, gli altri comparti ed in particolare abbigliamento, apparecchi elettrici, elettronici, articoli farmaceutici, gomma e plastica e macchine ed apparecchiature hanno fatto segnare cali sensibili, fatta eccezione per la pelletteria con un aumento di fatturato di 8 milioni di euro. Crollano gli export verso la Germania, un dato preoccupante considerando che il mercato tedesco è il principale destinatario del made in Abruzzo. Il dato provinciale mostra un calo di 48 miloni per Pescara e Teramo di 19 milioni.

Savino Saraceni, presidente regionale Cna:

Questi dati  impongono una riflessione molto seria, che peraltro facciamo da anni, sulle misure generali di sostegno alle imprese, che vanno sostenute con una minore pressione fiscale e uno sviluppo della dotazione di infrastrutture. Ma riguarda anche il ruolo che deve assumere la Regione per favorire processi di internazionalizzazione delle micro e piccole imprese abruzzesi, soprattutto in quei settori dove hanno una presenza forte e radicata, come l'agroalimentare o la moda

Ci auguriamo che il nuovo governo regionale metta questo tra i suoi temi prioritari, perché bisogna impegnare risorse significative per costruire reti e filiere per competere all'estero. Diciamo anche da tempo che bisogna puntare a sviluppare una forte e intelligente attività di incoming. I temi sono sul tavolo da tempo, ora aspettiamo fatti concreti

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