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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Economia

L'export abruzzese perde colpi: dati negativi per il terzo trimestre 2021

A condizionare pesantamente il dato negativo del settore automotive, spiega la Cna snocciolando i dati sulle esportazioni abruzzesi

Terzo trimestre dell'anno negativo per l'export abruzzese. Lo certificano i dati di Aldo Ronci per la Cna Abruzzo, che mostrano numeri negativi soprattutto a causa del crollo del settore automotive, che condizionano pesantemente il bilancio fra luglio e settembre 2021. Il calo è dell'11,7% contro una crescita nazionale del 13,2%: una controtendenza preoccupante che pone la nostra regione al penultimo posto della graduatoria nazionale, rischiando di vanificare quanto di buono era stato fatto nei primi due trimestri precedenti, con tassi di crescita del 12,6% e del 4,7%. Analizzando quindi i dati dei primi nove mesi dell'anno, l'ottima performance (seppur sotto la media nazionale) del primo trimestre continua a mantenere il saldo in positivo.

A pesare nella flessione registrata nel terzo trimestre dell’anno, come detto, è stata soprattutto il risultato di quello che da sempre rappresenta il forziere delle esportazioni abruzzesi, ovvero l’automotive, forte nel nostro territorio dei grandi insediamenti presenti in Val di Sangro e capace da solo di rappresentare il 19% dell’intero valore aggiunto del sistema industriale regionale. Un settore che patisce la nuova concorrenza per l'incremento della produzione di veicoli elettrici, e Paesi con basso costo di manodopera oltre alla mancanza di materie prime.

Eterogenei anche i risultati analizzando i vari territori: a fronte dei risultati positivi del Teramano (+58 milioni) e del Pescarese (+11), pesa il crollo dell’area chietina, con ben 306 milioni di euro di flessione e la provincia dell'Aquila che fa registrare una decrescita di 10 milioni. Nei vari comparti produttivi, la chimica mostra segnali positivi, così come gomma e apparecchi elettronici. Il presidente Cna Abruzzo Savino Saraceni:

"A preoccuparci è il trend evidenziato dai dati soprattutto perché non è facile ipotizzare il futuro del comparto dell’automotive. Certo, mantenere in Abruzzo la presenza di un colosso come la Sevel è ovviamente decisivo per l’economia del territorio, anche in ragione del suo grandissimo indotto. Stregici sono per il futuro di questo settore il corridoio est-ovest e l’attivazione della Zona economica speciale. Ma forse è tempo di dedicare più energie, in termini di risorse finanziarie e di costruzione di nuove opportunità di internazionalizzazione, a quei settori che rappresentano più da vicino la realtà del nostro tessuto imprenditoriale fatto di micro e piccole imprese che si devono organizzare attraverso reti e filiere"

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