Venerdì, 12 Luglio 2024
Economia

Emergenza cinghiali, un mese di mobilitazione di Coldiretti anche in Abruzzo

L'associazione di categoria annuncia un mese di mobilitazioni e proteste per la questione dei cinghiali relativa ai danni causati alle colture e ai rischi per la sicurezza degli automobilisti e dei cittadini sulle strade

Un mese di mobilitazioni e proteste anche in Abruzzo da parte di Coldiretti sul tema dell'emergenza cinghiali. L'associazione di categoria chiederà risposte certe alle istituzioni e agli enti comunali per i danni causati dalla proliferazione incontrollata degli ungulati ai campi e alle coltivazioni, e i rischi e pericoli sulle strade con i tantissimi incidenti, anche gravi, provocati proprio da questi animali.

"Si parte il 18 giugno prossimo dalla Lombardia, a Milano, e dalla Calabria, a Cosenza, dove migliaia di agricoltori scenderanno in piazza davanti alle Regioni per chiedere un cambio di passo sulle politiche relative ai piani di contenimento degli ungulati, sino ad oggi dimostratesi inefficaci. Ma sono tanti gli appuntamenti che in circa 1 mese toccheranno tutti i capoluoghi del Paese e che già nel mese di giugno passeranno anche da Sardegna e Abruzzo prima di arrivare in Puglia, nella Marche e via via in tutte le altre regioni.

L’obiettivo delle mobilitazioni è far applicare subito a livello regionale le misure previste dal decreto interministeriale varato lo scorso anno per l’adozione di un Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica. Nei piani delle Regioni dovrà essere previsto il coinvolgimento attivo dei proprietari e conduttori dei fondi muniti di licenza per l’esercizio venatorio e la costituzione di un corpo di Guardie volontarie, a livello provinciale, per colmare il deficit di organico della polizia locale con la possibilità di agire anche nelle aree protette."

Coldiretti conclude:

"Un’invasione che mette a rischio campagna e città. Fondamentale contenere quanto prima un’invasione che è diventata una vera e propria emergenza nazionale con 2,3 milioni di esemplari liberi di muoversi senza ostacoli sul territorio italiano, con un impatto devastante sulla produzione alimentare. Le situazioni più critiche si riscontrano in Calabria, Lazio, Puglia e Toscana, ma il problema interessa ormai tutte le regioni."

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