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Efficienza delle infrastrutture digitali, la provincia di Pescara al 20esimo posto

Il nuovo report "Ey Digital Infrastructure Index” fa il quadro sul livello di efficienza e maturità delle infrastrutture digitali

La provincia di Pescara si posiziona al 20esimo posto in Italia tra le 107 province per il livello di efficienza e maturità delle infrastrutture digitali.
A dirlo è il nuovo report "Ey Digital Infrastructure Index” prendendo in considerazione sia la diffusione delle infrastrutture Tlc e broadband, sia il grado di digitalizzazione delle altre infrastrutture presenti su un territorio.

In particolare dall’analisi emerge: 

  • assenza di una spaccatura Nord-Sud: la «sofferenza digitale» è presente dappertutto, non solo al Sud (in particolare Sardegna, Sicilia, Calabria), ma anche al Nord (Piemonte soprattutto, con zone penalizzate che si ritrovano anche in Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia), e soprattutto al Centro (bassa Toscana, Lazio al di fuori di Roma, Marche e Abruzzo);
  • diffuso ritardo della dorsale adriatica, che sconta una tradizionale minore priorità da parte degli operatori Tlc, e un sistema di utility locali meno sviluppato rispetto al resto del Paese: Marche, Abruzzo, Molise, fino alla Puglia del Nord, sono tutti territori con indice di infrastrutturazione digitale di molto inferiore alla sufficienza;
  • disomogeneità di territori anche molto vicini tra di loro. Quasi ogni regione ha al proprio interno almeno un’area in forte ritardo, con l’eccezione di Emilia-Romagna, Umbria, Liguria e le piccole regioni alpine, dove prevale il colore verde;
  • il livello di infrastrutturazione digitale delle filiere produttive in Italia è assai disomogeneo: sette filiere superano il valore medio nazionale di infrastrutturazione digitale (Milano, Torino, Bologna, Roma).

Pescara si posiziona al 20esimo posto con un valore di 54,2. L’analisi ha confermato per tutte le filiere produttive una concentrazione in un numero limitato di territori. Sono state considerate, per ogni filiera, solo le province con un fatturato di filiera superiore alla media provinciale della filiera stessa, considerate «rilevanti» e quindi territori che rappresentano il «traino» della filiera. Nel complesso, più di metà del territorio italiano (57 province) ha almeno una specializzazione produttiva (cioè contribuisce ad almeno una filiera con un fatturato sopra la media). In particolare, 16 province (Ancona, Foggia, Novara, Barletta, Biella, Cagliari, Caserta, Catania, Cremona, Fermo, Latina, Livorno, Pesaro, Pescara, Ragusa e Siracusa) sono specializzate in una sola filiera. 

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