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Edilizia, Cisl e Cna lanciano l'allarme: "Crisi profonda nel pescarese"

Cna e Filca Cisl lanciano l'allarme in merito alla drammatica situazione in cui versa il settore dell'edilizia nel pescarese. L'edilizia Pescarese ha già perso 1000 posti di lavoro"

Cna e Filca Cisl esprimono forte preoccupazione per la situazione in cui versa il settore dell'edilizia nella provincia di Pescara.

Sia il sindacato, infatti, che l'associazione di categoria, parlano di una situazione di gravissima crisi con un 2010 disastroso ed un 2011 che non prometterebbe nulla di buono. La crisi riguarderebbe soprattuto gli appalti pubblici.

FILCA CISL Il sindacatco, con il segretario generale di Pescara Reale, parla di una cassa integrazione agli sgoccioli e di una classe politica assente, due fattori che potrebbero condizionare pesantemente anche il 2011, che potrebbe essere l'anno più duro dopo un 2010 già molto difficile.

“Se i proprietari delle ditte scendono in piazza al fianco dei loro operai significa che qualcosa davvero non va. La manifestazione del primo dicembre è una fotografia chiara e drammatica di come si sia concluso questo 2010.
"L'edilizia Pescarese ha già perso 1000 posti di lavoro ed il 2011 potrebbe essere ancora più critico. La Cassa Integrazione sta
per terminare (peraltro è uno dei settori che riesce ad attingere di meno agli ammortizzatori sociali)." dichiara Reale, che chiede un intervento immediato della politica e l'apertura di tavoli di discussione e concertazione fra le varie parti in causa, per combattere anche il fenomeno del lavoro nero.

CNA Anche l'associazione parla di crisi grave del settore edilizio, soprattutto per quanto riguarda il settore degli appalti pubblici. Cna parla di un calo netto sia degli appalti che degli importi erogati. Tiene, invece, il settore dell'edilizia privata.

Secondo l’associazione delle piccole imprese edili presieduta da Franco Carmine Santilli, alla base della débacle del settore pubblico stanno una serie di vincoli che condizionano pesantemente l’attività del comparto ."Un circuito perverso" che causerebbe rallentamenti ed intoppi spesso insormontabili.

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