Economia

Dl Sostegni, il grido della Cna Turismo: "Così si penalizza la montagna abruzzese"

Per il presidente Di Dionisio è "sbagliato fondare i finanziamenti solo sul parametro dei posti letto in strutture alberghiere"

Con gli attuali parametri previsti dal Dl Sostegni verrebbe sfavorita la montagna abruzzese. Il grido d'allarme viene dalla Cna Turismo regionale. Per il presidente Di Dionisio "la scelta del governo in materia di sostegni finisce per essere estremamente penalizzante per territori come il nostro, e di tutto vantaggio per altre aree, come il nord, dove prevale l’accoglienza in grandi strutture ricettive in prossimità degli impianti di risalita".

Di conseguenza è "sbagliato fondare i finanziamenti solo sul parametro dei posti letto in strutture alberghiere" e quindi "operatori del settore, Regione, parlamentari e amministrazioni locali devono unirsi per chiedere una modifica del provvedimento messo a punto dal ministro Garavaglia, che invece mette al centro della sua filosofia esclusivamente la dotazione di posti letto in hotel".

"Caratteristica dei bacini sciistici abruzzesi ed appenninici, dall’Aquila alla Maielletta, passando per il Gran Sasso teramano e l’area di Roccaraso – prosegue Di Dionisio – è proprio un diverso rapporto e una diversa proporzione tra le strutture ricettive e impianti di risalita: la loro prossimità, spesso non a grandi strutture alberghiere, ma a piccoli centri, determina un’ospitalità più diffusa, che passa spesso attraverso le seconde case nei borghi, il loro recupero abitativo, la valorizzazione di attività di ristorazione a artigianali di qualità".

Da qui la richiesta di Cna Turismo Abruzzo di procedere a una "riscrittura integrale del provvedimento, fondata su un più equilibrato rapporto tra impianti di risalita e strutture ricettive". A questi problemi si aggiunge la lunga attesa per l'erogazione dei ristori previsti dalla Regione a favore di agenzie turistiche e tour operator: "Si tratta di stanziamenti previsti nel 2020 – conclude Di Dionisio – ma non ancora nella disponibilità delle varie attività, che reclamano una boccata d’ossigeno dopo il blocco delle attività".

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