Domenica, 24 Ottobre 2021
Economia

Viadotto a rischio crollo sull'autostrada A14 interdetto ai mezzi pesanti, incubo per i camionisti: la denuncia di Fita-Cna

A denunciarlo è la Fita-Cna che denuncia «l’assurdità di questa situazione, un tunnel di cui non si vede l’uscita, con l’amara certezza che la situazione potrà solo peggiorare in caso di maltempo e in mancanza di interventi immediati».

L'autostrada A14 è diventata un vero incubo per i mezzi pesanti e il divieto di transito tra i caselli di Pescara Nord/Città Sant'Angelo e Atri/Pineto ha generato il caos.
A denunciarlo è la Fita-Cna che denuncia «l’assurdità di questa situazione, un tunnel di cui non si vede l’uscita, con l’amara certezza che la situazione potrà solo peggiorare in caso di maltempo e in mancanza di interventi immediati».

Dopo il decreto del Gip di Avellino, sono comparsi gli avvisi di divieto di transito ai mezzi pesanti, autobus e camion, nel tratto compreso tra Pescara nord e Pineto in entrambe le direzioni, con obbligo di uscita e inevitabile dirottamento sulla strada Statale 16 Adriatica.

La decisione è basata sul parere dell’Ufficio ispettivo territoriale di Roma del ministero dei Trasporti, che ha ritenuto il viadotto del Cerrano a rischio crollo in ragione di un eccessivo ammaloramento strutturale e di una frana che interessa la base dei piloni che lo sostengono. Questo vuol dire stop ai mezzi pesanti in A14, deviazione sulla statale 16 con inevitabili intasamenti, code, aumento dell’inquinamento ambientale e del rischio incidenti nelle aree interessate. Oltre a enormi disagi per tutti gli autisti già sottoposti ad un rigido rispetto dei tempi di guida e di riposo.

Questo quanto si legge in una nota degli autotrasportatori della Cna:

«Il conto di questi problemi di viabilità, in termini economici, ambientali e sociali viene pagato ancora una volta dagli autotrasportatori italiani e stranieri che malauguratamente si trovino a percorrere quella che una volta era una arteria vitale del Paese e che oggi, invece, è ridotta a un percorso fatto di continui ostacoli tra cantieri e sequestri. Chiediamo che i decisori pubblici si attivino per riconoscere un giusto indennizzo a chi oggi vive sulla propria pelle un problema creato da altri. E chiediamo anche che tutte le parti in causa si siedano subito intorno a un tavolo per risolvere celermente e definitivamente questa incresciosa situazione».

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