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Economia

Distretti produttivi abruzzesi: l'export del 2021 si chiude con il segno positivo

I numeri sono stati forniti con l'analisi condotta dalla Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo

Cresce l'export abruzzese nel 2021, con un dato positivo del 2,6%, ed è ancora boom per i vini Montepulciano, che segnano un + 9%. Sono i dati diffusi dallo studio della Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo condotto sulle esportazioni delle imprese abruzzesi lo scorso anno. Ottimi risultati anche per il distretto della pasta di Fara, parziale recupero dell'abbigliamento e ovviamente pesante calo verso Ucraina e Russia dei prodotti esportati.

Analizzando i numeri generali, il 2021 si chiude con un segno positivo per le esportazioni dei distretti manifatturieri abruzzesi, che raggiungono quota 551 milioni di euro, circa 14 milioni in più rispetto al 2020 (+ 2,6% tendenziale). La crescita tuttavia non è sufficiente per recuperare i livelli pre-pandemia, nei confronti dei quali resta ancora un gap da colmare di circa 19 milioni di euro (-3,3%). L'agroalimentare conferma un trend molto positivo che traina tutto l'export regionale: il distretto dei Vini del Montepulciano d'Abruzzo segna un nuovo massimo storico, con 196 milioni di euro, 16 in più rispetto al 2020 (+9%). Il distretto recupera in pieno il lieve arretramento del 2020 posizionandosi su livelli superiori di circa 14,5 milioni rispetto al pre-pandemia. Tutte le principali destinazioni sono in progresso, in primis Germania (+5% tendenziale, +2% rispetto al 2019), Stati Uniti (rispettivamente +13% e +22%) e Svizzera (+14% e +39%).

Soffre ancora il Mobilio abruzzese (-6,1%) anche nel confronto con la dinamica degli altri distretti del mobile italiani che registrano invece un marcato recupero nel 2021. Forte ridimensionamento delle vendite verso gli Stati Uniti (-44%), solo in parte compensate dallo sprint verso la Francia (+44%) che diventa così primo mercato di sbocco per il distretto nel 2021. Parziale recupero invece per i due distretti dell’abbigliamento, ancora molto lontani dai livelli pre-crisi. La crescita tendenziale del 4,5% posiziona il distretto su livelli di export di 25 milioni di euro, 17 in meno rispetto al 2019. Per il distretto dell’abbigliamento nord abruzzese il gap rispetto al 2019 è di circa 24 milioni nonostante il recupero del 7% nel 2021. Per entrambi, in calo le vendite soprattutto verso la Svizzera, mercato che svolgeva la funzione di hub logistico per i marchi del lusso.

Roberto Gabrielli, direttore regionale Lazio e Abruzzo intesa San Paolo ha commentato:

“I dati dell’export distrettuale descrivono un sistema economico in ripresa. Tanto più in questo frangente storico siamo fortemente impegnati nel sostenere gli investimenti delle imprese, soprattutto in innovazione tecnologica, digitalizzazione, transizione green e valorizzazione delle filiere. Ovvero quei driver fondamentali per la crescita, in coerenza con il Pnrr, che sono non a caso al centro dell’accordo sottoscritto da Intesa Sanpaolo con Confindustria che, nell’ambito di un plafond nazionale, mette a disposizione delle imprese abruzzesi un plafond di 2,6 miliardi di euro. Inoltre, consapevoli che ora molte imprese affrontano esigenze di liquidità e moratoria legate all’aumento delle voci di spesa, abbiamo messo a disposizione nuove misure finanziarie per supportare le PMI energivore e quelle il cui fatturato potrebbe risentire maggiormente del calo delle esportazioni, specie verso Russia e Ucraina”.

Come immaginabile, dunque, si contrae sensibilmente l'export verso Russai e Ucraina, con flussi inferiori al milione di euro per i vini Montepulciano e di 3,4 milioni solo verso la Russia per la pasta di Fara.

Decisamente contenuta l’esposizione dei distretti abruzzesi verso Russia e Ucraina: flussi inferiori al milione di euro (0,6% sul totale esportazioni del distretto) per i Vini di Montepulciano e per circa 3,4 milioni (e solo verso Russia,) per la Pasta di Fara (il 2,1% del totale del distretto). Anche il mobilio registra numeri contenuti mentre è discreto il fatturato dei distretti dell’abbigliamento verso la Russia: per il distretto teramano, circa 2 milioni di euro (il 4% del totale), per l’abbigliamento sud abruzzese invece il mercato russo rappresenta la prima destinazione commerciale con 4 milioni di euro di esportazioni (il 7% del totale). I flussi verso l’Ucraina hanno invece un’incidenza inferiore all’1% per entrambi i distretti.

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