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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Economia

Un "tesoretto" da 32 miliardi di euro nei conti correnti degli abruzzesi: boom di depositi nel 2021

Lo studio è stato condotto per la Cna da Aldo Ronci ed ha analizzato l'andamento del risparmio lo scorso anno con un boom di depositi dovuto alla pandemia

Rilanciare la ripresa in Abruzzo sfruttando il "tesoretto" di risparmi e depositi pari a 31 miliardi e 834 milioni di euro presente nelle banche e conti correnti degli abruzzesi. A dirlo la Cna che ha analizzato i dati dello studio condotto da Aldo Ronci sui numeri forniti da Bankitalia sull’andamento del credito nell’anno passato, il 2021. Un boom dovuto in gran parte alla riduzione dei consumi per la pandemia e ai timori negli investimenti per la situazione di incertezza vissuta lo scorso anno ed in parte anche nell'anno in corso, con l'arrivo della guerra in Ucraina.

"Nel 2020 i depositi e il risparmio postale ammontavano in Abruzzo a 30 miliardi e 693 milioni di euro: c'è stato insomma un incremento, nel corso dei dodici mesi successivi, di un miliardo e 141 milioni, da imputare per la gran parte alle famiglie consumatrici che detengono il 78% dei depositi bancari e del risparmio postale. In percentuale, l’incremento sull’anno precedente è stato del 3,72%: una cifra importante, ancorché inferiore alla media nazionale che è attestata al 5,73%, motivo in cui ha probabilmente qualche ruolo anche la perdita di un sistema bancario locale".

Il fenomeno, spiega la Cna, comunque era iniziato già anni prima con un aumento costante, seppur graduale, dei depositi sui conti degli abruzesi:  nel 2018, la somma depositata era di 26 miliardi e 606 milioni di euro, con un aumento pertanto di ben cinque miliardi e 228 milioni registrato a fine 2021. Insomma, cifre imponenti davvero.

Il presidente regionale della Cna Savino Saraceni ha dichiarato:

"L’incremento del risparmio, che stride invece con la contrazione del credito concesso alle piccole imprese, è stato certo provocato negli anni più acuti della crisi provocata dalla pandemia, dalla difficoltà materiale dei consumatori di potersi muovere per spendere parte delle risorse in loro possesso, con tante attività chiuse o altre, come il turismo, fortemente condizionate da vincoli e regole rigidissime. Adesso che la pandemia appare sotto controlloe nella speranza che il conflitto in corso possa chiudersi il più presto possibile, il problema è trovare forme di stimolo che permettano a questa massa di risorse di poter essere, almeno in parte, investite in qualcosa che vada oltre la mera rendita finanziaria, per far ripartire la domanda interna di beni e servizi. Si tratta, in definitiva, di ritrovare e ricostruire uno spirito di fiducia dei cittadini"

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