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Lunedì, 4 Luglio 2022
Economia

Abruzzo a due velocità nel 2016: male le piccole imprese, ripartono le grandi aziende

Il sindacato Uil Abruzzo commenta i dati relativi all'andamento dell'economia e dell'occupazione nell'anno che si avvia verso la conclusione, sottolineando come ci siano grosse differenze fra i vari settori economici

Una Regione a due velocità economiche, che mostra timidi segnali di ripresa ma che stenta ancora a decollare soprattutto considerando le annate consecutive molto negative. La Uil Abruzzo commenta i dati diffusi da varie fonti autorevoli nelle ultime settimane, fra cui Banca d’Italia, CRESA, SVIMEZ, Prometeia, ISTAT, INPS riguardanti l'andamento dell'economia nell'anno che si avvia alla conclusione e il 2015.

Secondo la Uil, il dato più convincente e realistico è quello della Banca D'Italia che parla di un 2015 in lieve recupero ma con numeri inferiori rispetto alla media nazionale. "Quello che di buono si muove in Abruzzo, viene dalle grandi imprese. I dati che commenta Banca d’Italia dimostrano che l’individuazione fatta per la programmazione 2014-2020 delle eccellenze produttive regionali è quella giusta: automotive sopra tutti, poi elettronica, chimica farmaceutica, alimentare. Stona solo, purtroppo, il tessile-abbigliamento- calzaturiero, che prende colpi tremendi. Queste eccellenze guidano l‘export, gli investimenti, l’occupazione (un po’). Ma l’altra economia, le piccole imprese, i servizi, l’artigianato, ristagna, si frammenta ulteriormente, non ce la fa. E la somma delle due economie, quella che va e quella che non va, dice che l’Abruzzo non va sufficientemente bene"

In merito all'occupazione, anche qui i segnali di ripresa sono altalenanti e non convincenti. La Uil chiede investimenti programmatici, sgravi fiscali per le imprese che assumono e soprattutto credito alle piccole imprese, il vero tallone d'Achille dell'economia abruzzese.

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