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I dati di Intesa Sanpaolo: "Economia abuzzese in ripresa post Covid, ma si teme l'impatto della guerra in Ucraina"

La Direzione studi e ricerche Intesa Sanpaolo ha diffuso i dati relativi al Pil abruzzese con le previsioni per i prossimi mesi considerando anche l'impatto che avrà il conflitto fra Russia e Ucraina

L'invasione russa dell'Ucraina arriva in un momento importante e delicato per l'economia nazionale e abruzzese, che continuava a crescere a buoni ritmi nonostante un rallentamento. A dirlo la Direzione studi e ricerche Intesa Sanpaolo che ha diffuso i dati relativi al Pil nazionale e della nostra regione, facendo anche delle previsioni per i prossimi mesi anche alla luce del conflitto in corso.

"I livelli di Pil dell’Abruzzo, prima della crisi pandemica, erano ancora al di sotto rispetto a quelli delle crisi precedenti del 2008 e del 2012. Si stima tuttavia un recupero rispetto ai minimi della crisi pandemica con ritmi prossimi a quelli dell’Italia nel suo complesso. L’economia abruzzese stava mostrando buoni segnali di recupero, soprattutto in alcuni settori manifatturieri. In particolare, nel 2021 sui mercati esteri si erano messi in evidenza la meccanica, che ha recuperato completamente i valori esportati nel 2019, ma soprattutto la farmaceutica, che ha raddoppiato il proprio export tra il 2019 e il 2021, l’agro-alimentare, gli intermedi (gomma, plastica e chimica) e l’elettronica."

L'impatto che il conflitto avrà sull'economia abruzzese dipenderà molto dalla durata della guerta stessa e dalle reazioni russe alle sanzioni europee e occidentali. In Abruzzo i settori che avranno i maggiori effetti negativi sono quelli legati al mondo dell’edilizia e delle costruzioni, dell’agro-alimentare, della moda e del tessile, dell’automotive e del mobile, che subiranno il peso dei maggiori costi di produzione, in particolare dell’energia, e la scarsità di materie prime. Per quanto riguada l'export, l'Abruzzo ha un'esposizione limitata verso Russia e Ucraina: nel 2021 le esportazioni sono stati pari a 124 milioni di euro (89 Russia; 35 Ucraina), pari al 1,4% del totale. I valori esportati sono quasi dimezzati rispetto al 2014, quando superavano i 230 milioni di euro. In alcuni settori come sistema moda e mobili l’incidenza dell’export abruzzese verso Russia e Ucraina è superiore alla media nazionale ma resta comunque su livelli molto bassi.

Per il turismo, in Abruzzo la presenza russa è inferiore alla media italiana pari allo 0,3% e già prima della pandemia in regione la presenza del turismo internazionale era molto bassa, inferiore al 15%.

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