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Economia

Danni per 5 milioni di euro all'agricoltura abruzzese a causa dei cinghiali e aumentano gli incidenti: l'allarme Coldiretti

Il problema è stato sollevato nel corso dell'assemblea provinciale di Pescara con l'appello perché si attuino interventi risolutivi ad un problema che all'Italia di milioni ne è costati 200mila. Le assemblee si sono svolte in tutte le province ed è stata l'occasione anche per lanciare la campagna "No fake in Italy" contro un fenomeno che fa male alle nostre eccellenze

Danni per quasi 5milioni di euro in Abruzzo in un solo anno a causa dei cinghiali e, in generale, della fauna selvatica a fronte di un Paese che nel complesso di danni ne ha registrati per un totale di 200milioni. Un territorio il nostro in cui tra l'altro l'aumento della presenza dei cinghiali ha fatto aumentare gli incidenti stradali da essi causati o che comunque li hanno visti coinvolti, dell'8 per cento.

A lanciare l'allarme lanciando un appello perché si arresti il fenomeno e parlando di “campi coltivati rasi letteralmente al suolo” per un problema cui si aggiungono quelli “causati dalle importazioni selvagge di cibo dall’estero, con costi di produzione andati alle stelle e prezzi pagati nei campi sotto i livelli di sopravvivenza”, è stata la Coldiretti Pescara nel corso dell'assemblea provinciale svoltasi al museo delle genti D'Abruzzo.

Assemblea provinciale Coldiretti - foto di gruppo

Al centro dell’evento, al quale ha partecipato anche il capo del servizio tecnico della confederazione nazionale Alessandro Apolito, due argomenti principali: i danni da fauna selvatica e la raccolta firme di proposta di legge europea di iniziativa popolare sulla trasparenza e l’origine su cui è stata lanciata ufficialmente anche sul nostro territorio la campagna “No fake in Italy”.

“I danni causati dagli animali selvatici non vengono rimborsati che in minima parte e spesso dopo molti anni, con una situazione che ha portato molti a rinunciare a denunciare gli attacchi subiti – ha piegato Giuseppe Scorrano, presidente di Coldiretti Pescara -. Tra l’altro, i pochi indennizzi che arrivano non coprono mai il reale valore del prodotto distrutto o dell’animale ucciso. Per fare un esempio, un produttore di vino pregiato che ha avuto la vigna devastata da cinghiali si vedrà risarcire solo il semplice valore dell’uva”.

“Proprio i cinghiali – ha aggiunto Pietropaolo Martinelli, presidente regionale di Coldiretti Abruzzo - sono il maggior pericolo anche per i cittadini, con 170 incidenti stradali con morti e feriti causati nel 2023 proprio dall’impatto con cinghiali e altri animali selvatici, secondo l’analisi Coldiretti su dati Asaps, in aumento dell’8 per cento rispetto all’anno precedente. In Abruzzo nel 2022 le aziende agricole hanno richiesto danni per quasi 5 milioni di euro”.

Da qui la richiesta che da Pescara è stata avanzata anche nell’assemblea di Coldiretti Teramo (le assemblee si sono svolte in tutte le province) “di mettere un freno immediato alla proliferazione dei selvatici, dando la possibilità agli agricoltori di difendere le proprie terre”, come ha evidenziato Emanuela Ripani ad apertura dell’incontro attualmente in corso evidenziando che “è necessario difendere il territorio da una vera e propria invasione”.

Quindi il problema del crollo dei prezzi pagati alla produzione in molti settori simbolo, a partire dal grano, aggravato peraltro dal fenomeno delle pratiche sleali e la minaccia dell’invasione di prodotti stranieri con le importazioni di cibo che sono aumentate del 60 per cento nell’ultimo decennio raggiungendo il valore record di 65 miliardi di euro, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat.

“Prodotti – ha evidenziato Apolito nelle assemblee abruzzesi - spesso provenienti da Paesi che non rispettano le stesse regole di sicurezza alimentare e ambientale e di rispetto dei diritti dei lavoratori e che spesso vengono spacciati per tricolori sfruttando il codice doganale che consente di 'italianizzarli' grazie a minime lavorazioni”. Un fenomeno drammatico contro la quale la Coldiretti ha portato diecimila agricoltori, tra cui centinaia di abruzzesi, alle frontiere del Brennero, lanciando una grande mobilitazione per una proposta di legge europea di iniziativa popolare sulla trasparenza di quanto portiamo in tavola, con la raccolta di un milione di firme.

“La campagna viene lanciata in Abruzzo ufficialmente oggi – annuncia il direttore regionale di Coldiretti Abruzzo Roberto Rampazzo – e potrà essere sostenuta firmando in tutti i mercati contadini di Campagna Amica e negli uffici Coldiretti e sarà promossa anche sui social media con l’hashtag #nofakeinitaly”.

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