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Crisi, in Abruzzo dal 2008 il Pil è sceso del 6,9%: persi 900 milioni di salari

Sono dati impressionanti quelli pubblicati dalla Cgil Abruzzo in merito alla perdita di salari e di Pil nella nostra Regione dall'inizio della crisi, anche se i segnali per i prossimi mesi sono incoraggianti

Quasi 900 milioni di euro di salari persi dall'inizio della crisi nel 2008, e -6,9% di Pil perso nella nostra Regione. Sono dati impressionanti quelli snocciolati dalla Cgil Abruzzo.

Dati che però mostrano un'inversione di tendenza, a partire dalle ore di cassa integrazione autorizzate dall'Inps nel periodo gennaio settembre 2015, che calano rispetto a quelle dello stesso periodo dello scorso anno, con una flessione del 35,02%.

Nel pescarese, il numero di persone coinvolte negli ammortizzatori sociali è calato dell 1,7%. Sul fronte occupati, in Abruzzo lavorano 468.000 persone., ovvero 9.000 in più di quelli dello stesso periodo del 2014

"Dall'insieme dei dati emerge con evidenza che l'Abruzzo sta uscendo dalla crisi con troppa lentezza, e che al suo interno le varie province reagiscono diversamente: quella dell'Aquila ha minore capacità di agganciarsi alla ripresa, quella di Chieti può giovarsi di una struttura produttiva fortemente orientata alle esportazioni e manifesta segnali positivi, la provincia di Pescara incontra seri problemi a causa di struttura economica basata sul settore terziario (molto in difficoltà), mentre Teramo registra finalmente i primi segnali di un’inversione di tendenza" ha commentato al Cgil, chiedendo alla Regione interventi immediati con investimenti per far ripartire in modo deciso e soprattutto stabile la macchina della ripresa in ABruzzo.

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