Confartigianato si appella ai parlamentari per far riaprire acconciatori ed estetisti

Coronavirus, Iannelli e Vianale si rivolgono a deputati e senatori abruzzesi avanzando alcune proposte "che penalizzano fortemente le nostre possibilità di ricavo, ma siamo consapevoli della loro necessità"

Coronavirus, Confartigianato si appella ai parlamentari abruzzesi per far riaprire acconciatori ed estetisti. Ecco cosa affermano la presidente di Confartigianato Estetica Pescara, Fiorella Iannelli, e il direttore di Confartigianato Pescara, Fabrizio Vianale:

"Con senso di responsabilità abbiamo elaborato e presentato tempestive proposte dettagliate su come tornare a svolgere queste attività osservando scrupolosamente le indicazioni delle autorità sanitarie su distanziamento, dispositivi di protezione individuale, pulizia, sanificazione. Proposte che penalizzano fortemente le nostre possibilità di ricavo, ma siamo consapevoli della loro necessità".

Le proposte sono le seguenti:

  • svolgimento delle attività esclusivamente su appuntamento
  • presenza di un solo cliente per volta in area reception, spogliatoi e servizi igienici
  • permanenza dei clienti all’interno dei locali per il tempo strettamente indispensabile all’erogazione del servizio
  • adozione di orari di apertura flessibili con turnazione dei dipendenti
  • delimitazione degli spazi con applicazione sul pavimento di scotch di colore ben visibile
  • utilizzo di postazioni alternate sia nella zona del lavaggio sia nelle zone trattamenti

Iannelli e Vianale, poi, aggiungono:

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"Non accettiamo che le attenzioni del Governo siano rivolte ad altri settori e si limitino ad una incomprensibile dilazione per la ripresa delle nostre attività. Dal primo giugno cosa potremo fare di più rispetto a oggi in termini di sicurezza? Si può far stare fermi, con costi continui e ricavi azzerati per gli interi mesi di marzo, aprile, maggio? No, non ci stiamo. Finora siamo stati alle regole ma la prospettiva di un altro mese e più di fermo obbligato non l’accettiamo".

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