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L'allarme dell'associazione "Consumerismo": "Troppi agenti porta a porta scorretti per i contratti di luce e gas"

Secondo l'associazione è boom di venditori porta a porta per i contratti di fornitura di luce e gas che, in molti casi, estorcono contratti con pratiche aggressive e scorrette

Boom di incaricati per la vendita porta a porta di contratti per forniture di luce e gas in Abruzzo. A denunciarlo è l'associazione no profit "Consumerismo" che parla di un aumento sensibile dei venditori che bussano alle porte dei cittadini, spesso con pratiche e comportamenti aggressivi e scorretti per estorcere contratti, senza considerare il rischio sul fronte sanitario.

Per questo, l'associazione chiede che la Regione sospenda questo genere di attività fino alla fine della pandemia, ed offre alcuni consigli per evitare "fregature" contestando contratti ingannevoli:

Una delle strategie più utilizzate in Abruzzo sfrutta la confusione in merito al passaggio al mercato libero dell’energia (ora spostato al 2023) con i venditori che affermano che il mercato tutelato è finito e occorre obbligatoriamente passare a quello libero. Altra tecnica è quella di fingersi rappresentanti delle imprese di distribuzione che devono compiere interventi sui contatori: in questo caso vengono chiesti agli utenti dati dei contratti e sottoposti nuovi documenti da firmare che, in realtà, nascondono a tutti gli effetti contratti di fornitura.

C’è poi chi si spaccia per rappresentante Arera e, con la scusa dell’aggiornamento trimestrale delle tariffe deciso dall’Autorità, chiede di firmare un contratto per autorizzare l’adeguamento dei prezzi di luce e gas, aggiornamento che nella realtà è automatico e non richiede alcuna firma dell’utente, scusa utilizzata in questo caso per avviare nuovi contratti di fornitura energia.

Consumerismo ricorda a tutti che chi propone questi contratti è un venditore, e svolge un'attività lecita fino a quando non ricorre all'inganno per estorcere la firma sui contratti spiega il presidente Gabriele, ma in questo momento questo genere di attività potrebbe avere ripercussioni sul fronte dei contagi, e per questo occorrerebbe sospendere l'attività al pubblico fino alla fine dell'emergenza sanitaria. L'associazione infine ricorda che è sufficinete non aprire la porta e negare l'interesse per evitare fastidi e problemi, e che nessun incaricato porta a porta o telefonico può riscuotere denaro per la società con cui lavora. Inoltre è richiesto il cartellino con il nome dell'addetto e della società per cui lavora. Infine è sempre valido il diritto di recesso entro 14 giorni.



 

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