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Confcommercio ai sindaci del Pescarese: "Troppe tasse sulle piccole imprese"

L'associazione di categoria chiede l'introduzione di una fiscalità di vantaggio per le piccole imprese del commercio e del turismo allo scopo di rilanciare i centri cittadini

Troppe tasse sulle piccole imprese. Per questa ragione Confcommercio ha deciso di scrivere ai sindaci della provincia di Pescara.
L'associazione di categoria chiede l'introduzione di una fiscalità di vantaggio per le piccole imprese del commercio e del turismo allo scopo di rilanciare i centri cittadini. 

L’Ufficio Studi Confcommercio ha pubblicato l’annuale Analisi sull’andamento del commercio nelle città italiane dalla quale si evince un quadro generale di sofferenza dovuto al perdurare della crisi dei consumi, all’aumento delle vendite on-line e al peso eccessivo degli affitti e delle troppe tasse che gravano sulle piccole imprese.

«Tale scenario», fanno sapere da Confcommercio, «trova riscontro anche nei dati inerenti i comuni della nostra provincia dove la rete del commercio soffre e specie nei centri cittadini si assiste al fenomeno dei negozi sfitti ed all’aumento delle attività in difficoltà per la tassazione eccessiva. Per salvaguardare la rete delle piccole imprese e evitare lo spopolamento dei centri storici la Confcommercio Pescara ha indirizzato una nota a tutti i Sindaci dei comuni della provincia di Pescara per chiedere l’introduzione di una fiscalità di vantaggio per gli esercizi di vicinato al fine di rilanciare l’economia nei centri cittadini».

Questo quanto afferma Francesco Danelli, presidente di Confcommercio Pescara:

«Abbiamo deciso di indirizzare una lettera a tutti i sindaci della nostra provincia perché le piccole imprese che rappresentiamo non riescono più a fare fronte alle troppe tasse che gravano sulle loro attività. La nostra preoccupazione è aumentata dal fatto che la Legge Finanziaria 2019 ha eliminato il divieto di aumentare la fiscalità locale previsto nelle ultime tre leggi di bilancio. Alla luce di questo abbiamo deciso di sensibilizzare tutti i sindaci del nostro territorio riguardo al fatto che in un momento di grande sofferenza per le piccole imprese un aumento dei tributi locali potrebbe causare la chiusura di tante attività già gravate da una miriade di imposte, tasse e balzelli vari. Al contrario nella stessa lettera abbiamo proposto ai Sindaci l’introduzione di tributi locali agevolati per gli esercizi di vicinato per sostenere le tante piccole imprese del commercio e del turismo che garantiscono un essenziale servizio ai cittadini, valorizzano le specificità del territorio, costituiscono un prezioso presidio di sicurezza e di vitalità per piccoli e grandi centri, oltre che per le periferie. Crediamo infatti che attraverso una lungimirante modulazione della tassazione locale si possa mantenere costante il gettito fiscale per i comuni e perché no aumentarlo in quanto si favorirebbe l’apertura di nuove attività nei centri cittadini».

Ecco alcune delle proposte che fa l'associazione di categoria:

  • esenzione per tre anni di tutti i tributi locali per chi riapre in un negozio sfitto;
  • agevolazioni sulle aliquote Tasi e Imu a favore dei proprietari che ridurranno gli affitti a negozi e pubblici esercizi;
  • rimodulazione imposta di pubblicità e tassa occupazione suolo pubblico con esenzione totale per fioriere, tende o elementi di arredo che non hanno fine economico ma servono solo ad abbellire la città;
  • esenzione nel calcolo della Tassa Rifiuti di tutte le superfici non operative e di quelle che producono rifiuti speciali già smaltiti, per legge, a carico delle imprese.
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