Lunedì, 14 Giugno 2021
Economia

Protestano gli esercenti di Confartigianato contro gli orari di chiusura a Pescara: "Scelta folle, pronti a scendere in piazza"

I referenti e vertici locali dell'associazione di categoria contestano i nuovi orari voluti dall'amministrazione Masci, con chiusura alle 00,30 durante i giorni feriali e alle 1,30 nei giorni festivi

Critiche e proteste da Confartigianato Pescara per gli orari decisi dall'amministrazione Masci per la chiusura dei locali durante l'estate. La nuova ordinanza infatti prevede dalla domenica al giovedì la chiusura alle 00,30, mentre il venerdì e sabato chiusura alle 1,30.

Una fascia oraria che scontenta gli esercenti, dopo mesi di chiusura dovuti alla pandemia che parlano di una scelta folle, una sorta di nuovo coprifuoco imposto dal Comune dopo l'arrivo della zona bianca dal 7 giugno che invece non prevede alcun limite specifico per gli orari di apertura dei locali.

"L'unica priorità dovrebbe essere il rilancio dell'economia e invece quella stessa economia viene penalizzata all'inizio della stagione turistica. Al fianco degli operatori, annunciamo la nostra mobilitazione: manifesteremo contro questa follia e valuteremo ogni azione possibile per tutelare gli esercenti". Lo afferma Confartigianato Imprese Pescara."

Confartigianato aveva proposto per tutto il territorio comunale la chiusura alle 2 tutti i giorni e per tutta l'estate, ma come spiegano il direttore di Confartigianato Pescara, Fabrizio Vianale, il presidente Giancarlo Di Blasio, la vicepresidente Barbara Lunelli e il referente del distretto food and beverage di piazza Muzii, Mario Palladinetti con questi orari gli utenti saranno costretti a scegliere fra cena e dopocena, in quanto sarebbe impossibile fare entrambe le cose.

"Dall'amministrazione comunale  ci saremmo aspettati scelte più coraggiose e lungimiranti. Un gruppetto di residenti infastiditi dai rumori antropici, assecondati dalla politica per meri fini elettorali, di fatto impedisce la ripresa economica e lo sviluppo turistico della città, apprezzata in tutta Italia per la sua vivacità. Ben consapevoli di come, quella dei residenti, sia una questione annosa e della necessità di trovare una soluzione, avevamo chiesto di rimandare alla fine dell'estate la discussione sul tema per consentire agli operatori di lavorare al meglio durante la bella stagione e di rimettersi in piedi".

Confartigianato infine ricorda che i ristori in molti casi sono stati insufficienti aggiungendo che Pescara e provincia sono fra le più sicure d'Italia sul fronte dei contagi, e dunque questa scelta è incomprensibile.

"Ci batteremo, come sempre, per garantire il diritto degli esercenti a lavorare".

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