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Economia

L'allarme di Confartigianato Abruzzo: "Con la guerra in Ucrania a rischio 86 milioni di euro di export"

I dati sulle esportazioni delle imprese abruzzesi in Ucrania sono stati elaborati dal centro studi di Confartigianato Imprese Chieti L'Aquila

La crisi e la possibile guerra in Ucrania, oltre a pesanti ricadute sulle fonti energetiche, rischiano di causare un potenziale danno pari a 86 milioni di euro alle imprese abruzzesi. È quanto emerge analizzando i dati del centro studi di Confartigianato Imprese Chieti L'Aquila. Come riporta Ansa, le imprese abruzzesi erano già in difficoltà per l'aumento dei costi delle materie prime, difficile reperimento del personale oltre all'aumento dei costi e tempi di consegna.

In particolare, per l'Abruzzo, l'export manifatturiero in Russia, negli ultimi quattro trimestri, stando ai dati aggiornati al terzo trimestre 2021, ha avuto un peso di 85.949.984 euro. In testa c'è la provincia di Chieti, con 51.204.308 euro, seguita dal Teramano con 16.060.149, dalla provincia di Pescara con 10.050.031 e dall'Aquilano, con 8.635.496.
Le conseguenze del precedente conflitto russo-ucraino del 2014 si sono scaricate interamente sulle esportazioni verso la Russia che, tra il 2013 e il 2021, per l'Unione europea a 27 cumulano un calo del 23,4%, con una maggiore penalizzazione del made in Italy (-29,3%). E fra le otto regioni presenti maggiormente sul mercato russo nove anni fa, proprio l'Abruzzo è quello che ha visto il crollo maggiore di fatturato, arrivando al -75,9% in nove anni, il dato peggiore in Italia.

"Basti pensare che nei primi tre trimestri del 2013 il valore delle esportazioni era pari a 260.692.200, mentre nello stesso periodo del 2021 è stato di 62.754.957. I territori più colpiti dalle conseguenze della precedente crisi sono stati il Chietino, con il -81,4%, e il Pescarese (-71,7%), entrambi nella top ten delle peggiori variazioni provinciali d'Italia, seguiti dal Teramano (-59%). "

Il direttore generale di Confartigianato Chieti L'Aquila Daniele Giangiulli:

"Questi dati  dimostrano che anche una piccola regione come l'Abruzzo, e in particolare la provincia di Chieti, dalla crisi in atto potrebbero subire effetti pesantissimi, come già avvenuto con la crisi di Crimea. L'occidente deve fare fronte comune e deve adottare una strategia condivisa. Le ultime notizie che ci giungono sono allarmanti, ma auspichiamo che ci sia ancora spazio per la diplomazia".

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