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Giovedì, 23 Maggio 2024
Economia

Concessioni balneari, la stagione estiva parte con "tante incertezze" per gli operatori del settore, in attesa di una norma

I balneatori temono per il futuro. "Ancora più confusione dopo l'ultima sentenza del Consiglio di Stato".

"È necessaria una legge di riordino che contempli, nel rispetto delle normative europee, la tutela e la valorizzazione delle imprese balneari legittimate ad operare”. A dichiararlo è l’imprenditore pescarese Riccardo Ciferni, preoccupato per la situazione di incertezza in cui navigano gli operatori del settore dal 2006, anno dell’approvazione della direttiva Bolkestein. Parla della “necessità di un decreto che metta in risalto l’attività turistica balneare italiana, da considerare come un bene” anche Riccardo Padovano, presidente regionale Sib-Confcommercio.

La stagione estiva è ormai cominciata, ma l’ultima sentenza del Consiglio di Stato conferma la scadenza delle concessioni demaniali per le spiagge al 31 gennaio dello scorso anno, obbligando le amministrazioni a disapplicare eventuali deroghe al 31 dicembre 2024. Una doccia gelata, dunque, per i balneatori, impegnati a far decollare l’estate, a Pescara come altrove. Nel frattempo, in Puglia, il Tar di Bari si è pronunciato in maniera diversa, stabilendo la proroga delle concessioni fino al 2033 per 21 stabilimenti di Monopoli.

“Siamo di fronte a un caos normativo, che impedisce di guardare al futuro con ottimismo. Aspettiamo certezze dal governo”, dice il balneatore Ezio Tucci. “Da noi la stagione è partita già dal 1 aprile. Il caldo anomalo ha trascinato in spiaggia tantissime persone e con le prenotazioni di palme e ombrelloni siamo full. Ogni anno, oltre alla manutenzione ordinaria, investiamo. Eppure, ormai da troppo tempo, attendiamo maggiori certezze".

“Questo è l’unico settore in cui si vuole sostituire un’impresa con un’altra, creando inevitabilmente anche un caos occupazionale”, aggiunge ancora Ciferni. “L’articolo 49 del codice della navigazione ha consentito di operare in un determinato modo sulle spiagge, queste sì di proprietà dello Stato. Ora, però, le imprese demaniali non hanno certezze. Una norma di riordino del sistema potrebbe anche essere l'occasione per migliorare".

La pensano così anche i balneatori Luigi Di Marco e Dario Sterlecchini. “Purtroppo c’è molta confusione. Non si riesce a capire cosa accadrà. Dopo 38 anni di attività vedo solo nubi e foschia. Sto per andare in pensione, ma i miei figli vogliono proseguire e in questo modo si rischia di creare villaggi enormi, senza identità”, dice Di Marco.

“In questo caos generale ho preferito non investire quest’anno. Sono pronto ad affrontare la stagione, ma temo per il futuro. Bisogna tutelare ciò che di bello è stato creato e saper apprezzare la storia e il lavoro di ciascuno”, conclude Sterlecchini.

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