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Martedì, 9 Agosto 2022
Economia

Commercio, nuovo attacco dell'Ascom all'assessore Cremonese: "Verso di noi atteggiamenti antidemocratici"

L'associazione di categoria scrive ai vertici comunali, regionali e al ministero per chiedere di riportare alla normalità una situazione "anomala" che, denuncia, l'ha vista esclusa dagli incontri di settore: "Pronti a difenderci in sede civile e penale"

L'Ascom torna ad attaccare l'assessore al commercio Alfredo Cremonese e lo fa con una lettera inviata a lui stesso, al sindaco Carlo Masci, all'assessore regionale alle attività produttive Daniele D'Amario, al presidente della Regione Marco Marsilio e persino al ministero degli interni.

Una lettera con cui denuncia, da parte di “alcuni settori dell'amministrazione comunale e in particolare dell'assessorato al commercio”, si legge “comportamenti discriminatori e antidemocratici” nei confronti dell'associazione di categoria lamentando il fatto che, dal 29 giugno, non sia più stata convocata alle riunioni di settore a differenza di quanto avvenuto in precedenza. A far cambiare l'atteggiamento nei confronti dell'Ascom, scrive la stessa, sarebbe da ricercare nel fatto che “ci siamo permessi di dissentire su un comportamento dell'assessore dopo che aveva deciso insieme a quasi tutte le associazioni un programma per la Notte dei saldi: nell'arco di qualche giorno ha cambiato tutto senza avvisare o comunicare lo stravolgimento del programma. Da quel momento l'Ascom Abruzzo è stato discriminato non venendo invitato alle riunioni e incontri, con violazione della legge regionale del 31 luglio 2018, numero 23 (Testo unico in materia di commercio dove al comma 1 dell'articolo 13 recita che 'vanno invitate le associazioni maggiormente rappresentative e alivello nazionale, regionale e locale')”, denuncia ancora l'associazione. Grave, prosegue, quanto dallo stesso dichiarato il 15 luglio 2022 alla stampa quando Cremonese ha dichiarato, riporta l'Ascom nel testo della lettera, “sono pronto ad ascoltare le associazioni che mi sono state vicine”, ovvero, scrive ancora “quelli che hanno adottato 'il silenzio' come politica associativa. Inoltre è stato attuato un tentativo di delegittimazione nei confronti della presidente dell'Ascom di Pescara e provincia Olivia Chiarolla – conclude l'associazione -. Alla luce di tutto questo comportamento 'anomalo' chiediamo alle autorità competenti di voler riattivare la democrazia fra le istituzioni e rappresentati di categoria nel rispetto delle regole e delle funzioni di ognuno. Inoltre se ci fossero elementi, ci riserviamo di tutelare l'Ascom Abruzzo in sede civile e penale per danno di immagine”.

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