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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Economia

Aperture serali dei negozi nei weekend estivi: ecco cosa ne pensano gli addetti ai lavori

Posizioni simili, ma con alcune divergenze quelle espresse dai rappresentanti delle associazioni di categoria, ma per tutti pensarlo è inutile senza una programmazione seria, Vianale (Confartigianato) auspica un vero cambio culturale che parta dalla politica

Aperture serali nei weekend estivi? Le associazioni di categoria si dividono. Per la gran parte di loro la partita potrebbe anche essere giocata, ma solo se in tavola si scendano prima le carte giuste e queste hanno un nome solo: programmazione.

Abbiamo chiesto a Confesercenti, Ascom, Confcommercio, Cna e Confartigianato cosa pensano dell'idea che l'assessore comunale al commercio Alfredo Cremonese tiene nel cassetto e che ha definito una sua “battaglia da sempre”: far sì che i negozi a Pescara siano aperti anche di sera, almeno in determinati periodi dell'anno e cioè quelli in cui in città ci sono anche i turisti. Una proposta che fa il paio con quanto dichiarato nei giorni scorsi da Federalberghi che ha annunciato con soddisfazione gli ottimi numeri che la città registra in termini di presenze, ma anche le criticità che andrebbero risolte e tra queste c'è proprio la mancata apertura serale delle attività commerciali che i turisti a quanto pare chiedono.

Allo stato attuale delle cose per la presidente della Confesercenti Pescara Marina Dolci l'ipotesi non sta in piedi ed è su altro che l'amministrazione dovrebbe concentrarsi. In generale la possibilità non viene esclusa sebbene la presidente dell'Ascom Pescara Olivia Chiarolla si chieda quanto possa essere grande l'afflusso turistico rispetto alle strutture ricettive presenti. Nonostante questo di aperture serali “si può parlare”, afferma. “Se si organizzano le cose per bene perché no – aggiunge -. L'obiettivo del commerciante è quello di lavorare, ma ci devono essere le condizioni per farlo: vediamo cosa ci mettono loro e cosa mettiamo noi”, chiosa. “E' chiaro – spiega il direttore della Cna Pescara Carmine Salce – che Federalberghi guarda al confort dei loro clienti così come i commercianti hanno a cuore la possibilità di aumentare il fatturato, ma ci rendiamo conto che per le piccole attività è difficile e se si deve tenere aperto la sera deve esserci una convenienza economica. Non dico di arrivare al punto di garantire dei ristori, ma gli eventi vanno programmati per richiamare le persone e rimanere in città fruendo anche della aperture dei negozi. Se si fa solo affidamento sul fatto che aprano, manca qualcosa”. Una programmazione che per Vincenzina De Santis (Confcommercio) non si fa una settimana prima, ma mesi prima. Se così fosse “il commerciante sarebbe disposto a fare qualsiasi cosa, anche ad aprire la sera. Ci vuole un cartellone organizzato in largo anticipo e una importante campagna di promozione”. I cambiamenti climatici, in questo senso, potrebbero anche rendere vantaggiosa una simile soluzione dato che con 38 gradi, spiega, è difficile che le persone escano per fare acquisti, ma se la soluzione è aprire senza avere ben chiaro quali sono gli eventi e cosa si farà, sarebbe tutto una inutile spesa.

Un cambiamento culturale è possibile per Fabrizio Vianale, direttore della Confartigianato Pescara, ma perché avvenga serve non solo l'impegno dell'amministaione comunale, ancor prima c'è quello della politica regionale. E' questa che deve supportarlo il cambiamento e far sì che la città realizzi pienamente la sua vocazione turistica. Vocazione che Pescara ha, ne è convinto. Se c'è un esempio positivo in questo senso, aggiunge, è quello della Puglia che in vent'anni ha fatto del Salento una meta tanto ambita che ad avere difficoltà a stare al passo sono state proprio le strutture ricettive. “Serve una svolta turistica. Se si lavorasse per questo allora l'apertura serale dei negozi – afferma Vianale – avverrebbe in modo naturale. E' ovvio che noi come commercianti potremmo aiutare in questo percorso, ma serve comunque una programmazione da parte di chi governa per far sì che ci sia un flusso importante di persone nei mesi estivi. Un flusso tale da rendere vantaggiosa l'apertura”. Vianale va oltre: per lui è il momento che si scelga quale debba essere il futuro della città perché se è turistico, come a suo parere dovrebbe essere, allora si dovrebbe derogare almeno in certi periodi, alla questione delle regole acustiche di cui da mesi si parla per la movida in piazza Muzii, per fare un esempio. “E' stato fatto un progetto per mettere musica dalle 19, le 20 in poi. Ma questo sembra essere un problema. Allora l'amministrazione deve chiedersi qual è la priorità? Se si avvia quella rivoluzione culturale che può dare a Pescara la vocazione turistica che ha allora i negozi potrebbero aprire dalle 18 alla mezzanotte. Sicuramente questo percorso si può iniziare in concomitanza con gli eventi, ma serve un progetto culturale che deve partire dalla politica regionale o restare aperti la sera, senza movimento in città, sarebbe solo una inutile spesa”, conclude.

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