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Coldiretti Abruzzo plaude per la sentenza della corte costituzionale sulla caccia al cinghiale: "Via libera all'abbattimento"

Coldiretti fa riferimento al pronunciamento a seguito di un ricorso presentato al Tar della Toscana da parte di alcune associazioni ambientaliste

Coldiretti Abruzzo esprime soddisfazione per la sentenza della corte costituzionale riguardante l'abbattimento dei cinghiali, che di fatto permette ora di rendere parte alle operazioni di riduzione del numero degli animali selvatici anche agli agricoltori provvisti di tesserino di caccia, altri cacciatori abilitati, guardie venatorie e ambientali volontarie, guardie giurate, a patto che siano appositamente formati.

La sentenza fa riferimento al ricorso presentato al Tar della Toscana da alcune associazioni ambientaliste, con la corte che ha riconosciuto come l'aumento dei cinghiali e la riduzione del personale incaricato di controllarli abbia portato ad una situazione di rischio per le coltivazioni agricole e per l'incolumità stessa dei cittadini, considerando anche l'aumento degli incidenti stradali causati dagli ungolati.

Ance in Abruzzo, spiega Coldiretti, la situazione è difficile con una proliferazione senza precedenti stimata in 100 mila esemplari che compromette l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali anche in aree di elevato pregio naturalistico:

I cinghiali raggiungono i 180 centimetri di lunghezza, possono sfiorare i due quintali di peso e hanno zanne che in alcuni casi arrivano fino a 30 centimetri risultando assimilate a vere e proprie armi dalle conseguenze mortali per uomini e animali oltre a diventare strumenti di devastazione su campi coltivati e raccolti

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