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Giovedì, 7 Luglio 2022
Economia

L'allarme lanciato da Coldiretti: "Emergenza desertificazione anche nei campi abruzzesi"

L'associazione di categoria evidenzia come la siccità stia causando non solo problemi diretti sul raccolto ma anche sulla stessa possibilità di utilizzare i campi per le coltivazioni

Anche nelle regioni del centro come l'Abruzzo il problema desertificazione sta diventando un'emergenza. A dirlo Coldiretti Abruzzo, che sottolinea come il 28% del territorio nazionale è a rischio desertificazione non solo al sud, ma ovunque a causa della gravissima siccità di quest'anno che è solo la punta dell’iceberg di un processo che mette a rischio la disponibilità idrica nelle campagne e nelle città

L'allarme è stato lanciato in occasione della giornata mondiale dell'Onu per la lotta a desertificazione e siccità del 17 giugno, sulla base dei dati Ispra. Coldiretti Abruzzo ha dichiarato:

"A preoccupare è la riduzione delle rese di produzione delle coltivazioni in campo come il grano che fa segnare quest’anno un calo di almeno il 15% delle rese anche in Abruzzo ma in difficoltà ci sono girasole, mais e altri cereali, i foraggi per l’alimentazione degli animali nonché ortaggi e frutta che hanno bisogno di acqua per crescere. La siccità è diventata la calamità più rilevante per l’agricoltura per effetto del calo dei raccolti che hanno bisogno dell’acqua per crescere. Siamo di fronte ad una profonda crisi idrica ed è necessario agire per definire le priorità di uso delle risorse idriche ad oggi disponibili, dando precedenza al settore agricolo per garantire la disponibilità di cibo – è necessario prevedere uno stanziamento di risorse finanziarie adeguate per indennizzare le imprese agricole per i danni subiti a causa della siccità e favorire interventi infrastrutturali volti ad aumentare la capacità di accumulo e gestione della risorsa idrica."

Per questo, Coldiretti e Anbi hanno proposto a livello nazionale un progetto di immediata realizzazione con una rete di piccoli invasi con basso impatto paesaggistico:

"In un Paese comunque piovoso come l’Italia, che per carenze infrastrutturali trattiene solo l’11% dell’acqua, occorre un cambio di passo nell’attività di prevenzione per evitare di dover costantemente rincorrere l’emergenza con interventi strutturali”.

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