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Economia

L'allarme di Coldiretti: "Crollano le presenze negli agriturismi abruzzesi"

L'associazioe di categoria segnala un calo del 27% delle presenze rispetto al periodo pre Covid in Abruzzo

Coldiretti Abruzzo lancia l'allarme riguardante il calo di presenze, pari al 27%, nei 575 agriturismi del territorio regionale. Il dato è riferito al paragone rispetto al periodo pre Covid, e la situazione spiega l'associazione rischia anche di peggiorare a causa dell'aumento dei contagi della variante Omicron, sia per le presenze di italiani che di stranieri.

La tenuta delle presenze nei mesi estivi nel 2021 non è stata sufficiente a colmare i pesanti vuoti degli altri periodi dell'anno nei 575 agriturismi abruzzesi (di cui 475 con alloggio, 397 con ristorazione e 281 con attività diverse da alloggio e ristorazione) che svolgono anche un importante ruolo di presidio ambientale del territorio e della biodiversità. Il presidente di Terranostra Abruzzo Gabriele Maiezza ha aggiunto:

"Per le aziende agrituristiche lo scorso anno è stato molto difficile dopo un 2020 drammatico in una regione in cui si sentono ancora le conseguenze dei due terremoti. Sono diminuiti gli ospiti italiani ma anche quelli stranieri con danni pesantissimi e difficili prospettive. A livello nazionale c'è stato un dimezzamento del fatturato (-49%) che è sceso a 802 milioni di euro. Tutto questo nonostante gli agriturismi, spesso situati in zone isolate di montagna o campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all'aperto, siano forse i luoghi dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche".

Gli agriturismi, spiega Coldiretti, svolgono un uimportantissimo per le vacanze made in Italy post Covid in quanto favoriscono il turismo di prossimità nelle campagne italiane ed in quasi 2 comuni italiani su tre, aggiunge Diego Scaramuzza presidente nazionale di Terranostra, sono presenti strutture agrituristiche con una netta prevalenza dei piccoli comuni dove nasce il 92% delle tipicità agroalimentari Made in Italy.

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