Mercoledì, 22 Settembre 2021
Economia

Cna Fita chiede alla Regione fondi e formazione per fronteggiare la carenza di camionisti

La presidente Luciana Ferrone, imprenditrice del settore, sostiene che sui Tir deve salire una nuova figura di autista: "Giovane, tecnologico e preparato"

Cna Fita chiede alla Regione fondi e percorsi formativi per fronteggiare la carenza di camionisti. La presidente Luciana Ferrone, imprenditrice del settore, sostiene che sui Tir deve salire una nuova figura di autista: "Giovane, tecnologico e preparato". In una nota, indirizzata all’assessore al lavoro Pietro Quaresimale, Cna Fita chiede di ripensare profondamente le politiche dedicate alla formazione delle figure destinate alla guida dei mezzi pesanti: "Negli ultimi anni, a causa di una serie di fattori concomitanti come l’elevato costo economico per il conseguimento delle patenti e delle abilitazioni professionali, o le normative del settore sempre più rigide e stringenti, l’offerta di lavoro di conducenti con patenti di categoria “C” o superiore è andata drasticamente diminuendo. E questo nonostante nella nostra regione vi sia un alto tasso di disoccupazione. Ciò ha creato un serio problema per le aziende di autotrasporto che spesso si trovano nell’incapacità di sviluppare le proprie attività per la carenza di autisti professionali, e nonostante le retribuzioni siano tutt’altro che insignificanti".

Da qui la proposta: "Abbiamo chiesto alla Regione, con cui speriamo presto di poterci confrontare, di fare anche qui quanto già realizzato altrove, come nel Lazio, nella Lombardia e da ultima anche nella Sicilia: ovvero, stanziare risorse per l’abbattimento dei costi piuttosto elevati di conseguimento delle patenti, ma anche avviare parallelamente percorsi formativi dedicati alla qualificazione di nuove figure professionali, in modo da rendano interessante e appetibile questo lavoro anche per le nuove generazioni. Puntando, tanto per fare qualche esempio, sulle conoscenze delle tecnologie digitali, sempre più presenti e importanti nella guida dei mezzi; sulla conoscenza delle lingue straniere, necessarie in un’economia globalizzata e in una Europa senza frontiere; sull’accrescimento delle conoscenze normative e di tanti altri aspetti necessari a rendere questo mestiere in linea con i tempi. Vorremmo insomma che l’Abruzzo seguisse questi esempi più virtuosi, agganciandosi a modelli capaci di portare in questo settore un deciso cambio di passo".

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