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Domenica, 2 Ottobre 2022
Economia

La Cna abruzzese lancia l'allarme: "Export a picco nel primo semestre 2023 per la crisi dell'automotive"

L'Abruzzo, spiega la Cna, è in controtendenza rispetto alle altre regioni per le esportazioni e si colloca in coda alla classifica nazionale

L'Abruzzo va in controtendenza per l'export nei primi sei mesi del 2022, e si colloca in fondo alla classifica nazionale rispetto alla altre regioni. Lo ha fatto sapere la Cna con lo studio di Aldo Ronci, secondo cui nel primo semestre del 2022 l’export abruzzese ha subito una perdita di 40 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con 4.642 milioni di euro contro i 4.682 milioni di un anno fa. Un dato che, sempre secondo l’analisi di Ronci, vale in percentuale una flessione dello 0,8%: tutto il contrario di quanto accade in un Paese, l’Italia, dove invece le esportazioni navigano con il vento in poppa, forti di un incremento a doppia cifra del 22,5%. Quanto basta, insomma, per finire al penultimo posto della graduatoria tra le regioni.

Crolla soprattutto l'automotive, con una perdita di 599 milioni rispetto al 2021, mentre gli altri settori hanno avuto un aumento di 559 milioni, con il saldo negativo di 40 milioni di euro. I dati sugli altri settori produttivi infatti risultano abbastanza positivi:

Tra i settori che invece hanno avuto un buon risultato, spiccano soprattutto i prodotti farmaceutici (121 milioni in più), seguiti dai prodotti chimici (+100), in metallo (+87), in gomma e plastica (+74), dal tessile e abbigliamento (+66) e dalle apparecchiature elettriche (+30). Dati che, tradotti sul piano territoriale, significano accanto alla ovvia caduta del Chietino, patria dell’automotive, i buoni risultati delle province dell’Aquila (+159 milioni), di Teramo (+168) e in misura più ridotta di Pescara (+40).

Preoccupate le micro e piccole imprese collegate come indotto alle grandi filiere produttive, che chiedono un sostegno per essere ancora competitive. Il presidente regionale Cna Savino Saraceni: "

"Nel programma che abbiamo sottoposto all’attenzione delle forze politiche in occasione delle elezioni di domenica abbiamo dedicato un capitolo proprio all’export, un tema che si adatta pienamente al caso abruzzese, dove i dati del semestre dicono che le nostre piccole imprese, per competere fuori dai nostri confini, hanno bisogno di politiche di sostegno. Chiediamo di sviluppare nuove strategie e nuovi strumenti di promozione per identificare occasioni, eventi; magari usando canali di comunicazione anche digitali, in cui le micro, piccole e medie imprese possono avvicinarsi. Ma chiediamo anche di rinnovare programmi di informazione sulle opportunità offerte dal sistema paese per favore dell’internazionalizzazione, come pure di proseguire e consolidare i programmi di collaborazione con figure professionali qualificate, che consentano alle Pmi di consolidare la propria presenza internazionale".


 

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