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Economia

Nel 2023 perso un altro 5 per cento di sportelli in Abruzzo: è tra le regioni a maggior desertificazione

La First Cisl denuncia un'accelerazione nelle chiusure che in Italia ha visto letteralmente sparire i servizi in 866 comuni con la nostra regione in vetta alle classifiche e seconda solo alle Marche. Il sindacato avverte: serve un cambio di tendenza o nel 2024 sarà anche peggio e le conseguenze le stanno pagando i fragili

L'Abruzzo tra le regioni dove si registra il maggior numero di chiusura delle filiali bancarie nel 2023. Gli sportelli chiusi in Italia sono stati 826 (il 3,9 per cento in più rispetto al 2022) con la nostra regione che ne ha perso il 5,1 per cento così come avvenuto in Lombardia. Peggio solo le Marche dove il calo è stato del 6,7 per cente.

Una vera e propria accelerazione nella desertificazione rileva e denuncia la First Cisl fornendo i dati resi disponibili al 31 dicembre 203 da Bankitalia e Istat ed elaborati dall'Osservatorio sulla desertificazione bancaria del sindacato. A riportare la notizia è l'agenzia di stampa Dire.

“Un quarto del territorio nazionale con una superficie maggiore id quella di Lombardia, Veneto e Piemonte – afferma il sindacato, è stato abbandonato dalle banche” e tra quei territori c'è dunque anche l'Abruzzo. Ad oggi, rimarca la First Cisl, sono 3mila 300 i comuni italiani che uno sportello bancario non ce l'hanno e cioè quasi la metà di quelli del Paese essendo il dato pari al 41,5 per cento.

La fuga dai comuni

La desertificazione, rileva l'osservatorio, è avanzata negli ultimi anni con sempre maggiore rapidità: tra il 2015 e il 2023 il 13 per cento dei comuni italiani ha visto chiudere l'ultima filiale. Una percentuale che potrebbe salire ulteriormente: i comuni con un solo sportello sono infatti il 24 per cento del totale.

A rendere più acuto il malessere sociale è la modesta diffusione dell'internet banking, rileva ancora la First Cisl: in Italia lo utilizza solo il 51,5 per cento degli utenti contro una media ue del 63,9 per cento. Aumenta inoltre anche il numero delle imprese che hanno sede in comuni privi di sportello bancario: sono 255mila, 22mila in più rispetto a un anno fa.

Il segretario della First Cisl: “Nel 2024 previsto ulteriore peggioramento”

“La corsa alla chiusura degli sportelli non si è fermata nemmeno nel 2023, anzi promette di registrare nel 2024 un'ulteriore accelerazione in base all'attuazione dei piani d'impresa delle banche. L'aumento del numero dei comuni desertificati ha raggiunto ormai dimensioni da allarme sociale”, dichiara il segretario generale First Cisl, Riccardo Colombani.

“Nonostante tutti i proclami sulla sostenibilità sociale, le banche italiane stanno privando dell'accesso a un servizio essenziale milioni di persone. A pagare il prezzo più pesante – sottolinea - sono i fragili, anziani in primo luogo, cosi' come le persone con un basso livello di istruzione, che hanno scarse competenze digitali. Il basso livello di utilizzo dell'internet banking rispetto alla media ue ci dice una cosa semplice: le chiusure dipendono dalla volontà di tagliare i costi, non dalla diffusione del digitale”.

“Negli Usa due colossi come Jp Morgan e Bank of America stanno aprendo centinaia di filali e continueranno a farlo nei prossimi anni. È un segnale chiaro – conclude - : la presenza sul territorio fa bene alla società e anche ai bilanci delle banche. È tempo che in Italia il problema venga affrontato dalla politica e dalle istituzioni: First Cisl è pronta al confronto”.

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