Sabato, 16 Ottobre 2021
Economia

Chiavaroli: “Le imprese di ristorazione sono in crisi”

Il presidente di AssoRistoratori lancia l'allarme: "Questo è un mestiere che non si improvvisa". A Pescara, nel primo semestre del 2012, hanno già chiuso 89 locali

Anche la ristorazione abruzzese soffre il peso della crisi, secondo i dati raccolti dalla Fipe/Confcommercio Nazionale e relativi alla "nati-mortalità" delle imprese della ristorazione nelle province italiane. I numeri sono impietosi: da tre anni, sul territorio nazionale, il saldo fra aperture e chiusure è negativo e la situazione tende sempre più a peggiorare. Si va dai -4057 del 2009 ai -5474 del 2010, fino ai -8857 dello scorso anno. Per quanto concerne, invece, il primo semestre del 2012, siamo già a -4473.

Nella nostra regione, durante il primo semestre 2012 si sono registrate 227 nuove aziende contro 426 imprese cessate. A Pescara, da gennaio a giugno, abbiamo avuto 47 nuove aperture e 83 chiusure di ristoranti, con un dato pari dunque a -36. La difficile congiuntura attuale, insomma, morde anche nella nostra città. Pessimista il Presidente dell’Associazione Provinciale dei Ristoratori, Roberto Chiavaroli:

“Le statistiche non fanno altro che confermare quello che noi ristoratori sappiamo da tempo e che stiamo scontando sulla nostra pelle. La crisi economica ha ulteriormente aggravato una situazione che già da anni non era rosea a causa dei sempre crescenti costi indotti dalla necessità di adeguarsi ai nuovi obblighi normativi in termini di sicurezza e personale e dall’aumento delle materie prime".

I margini di redditività, spiega Chiavaroli, sono sempre più stretti: a fronte dei maggiori costi non è stato possibile alzare i prezzi proprio a causa della forte crisi, che ha ridotto la capacità di spesa della clientela. E non è tutto, perché a complicare ulteriormente le cose ci si è messa anche l'incompetenza di alcuni gestori.

"L’effetto congiunto della liberalizzazione delle licenze e dell’aumento della disoccupazione - aggiunge il presidente di AssoRistoratori - ha portato tanti avventori a tentare di buttarsi nel mondo della ristorazione senza una conoscenza adeguata del settore e delle difficoltà ad esso legate. Ciò ha creato una concorrenza al ribasso che si riflette nel forte turn-over che caratterizza il mondo della ristorazione con aziende che aprono e chiudono nel giro di 6 mesi a causa dell’inesperienza di chi apre improvvisandosi ristoratore”.

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