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Giovedì, 11 Agosto 2022
Economia

Boom di cassa integrazione in Abruzzo, l'allarme della Cgil: "Nel 2021 si rischiano migliaia di esuberi"

iL segretario generale della Cgil Abruzzo Molise, Carmine Ranieri, lancia l'allarme in merito all'utilizzo degli ammortizzatori sociali da parte delle aziende abruzzesi

In Abruzzo nel 2021 si rischia di perdere migliaia di posti di lavoro, a causa del massiccio e preoccupante utilizzo degli ammortizzatori sociali da parte delle aziende, che rischia di creare un vero e proprio collasso occupazionale quando le misure di sostegno saranno terminate.

L'allarme è stato lanciato dal segretario generale della Cgil Abruzzo Molise, Carmine Ranieri, che illustra i dati abruzzesi sull'occupazione e sull'utilizzo degli ammortizzatori sociali. L'Abruzzo ha una media sensibilmente superiore rispetto a quella nazionale per il ricorso alla cassa integrazione, nel terzo trimestre 2020 si registra una flessione dell'1,1% degli occupati rispetto allo stesso periodo del 2019, percentuale destinata ad aumentare nell'ultimo trimestre con la nuova ondata della pandemia.

Un dato calmierato dalla proroga del blocco dei licenziamenti che andrà avanti fino al 31 marzo 2021, con precari e donne che potrebbero risentire in modo più incisivo degli eventuali esuberi in primavera.

Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali - in base a dati Inps - la cassa integrazione guadagni ordinaria, nel periodo gennaio-settembre 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019, ha un incremento del 2.133%, superiore alla media italiana che è del 2.085%. Sulla cig straordinaria si registra un incremento del 55% (14% in Italia). Per quanto riguarda i fondi di solidarietà c'è un incremento dell'11.000% rispetto al +7.600% della media italiana.

Ranieri sottolinea come questi numeri dimostrino che di fatto gli ammortizzatori sociali hanno per ora impedito i licenziamenti, ma presto la situazione potrebbe cambiare sommando anche le centinaia di contratti a tempo determinato non attivati o non rinnovati nel corso del 2020.

E’ necessario scongiurare in ogni modo la chiusura delle aziende ed è indispensabile stimolare, con le ingenti risorse europee che arriveranno in Abruzzo, che devono essere spese bene e presto quegli investimenti pubblici e privati che possano dare una scossa al mercato lavoro e all'economia regionale

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