Domenica, 25 Luglio 2021
Economia

L'annuncio di Brioni con il nuovo piano industriale: "Ridimensionamento degli stabilimenti produttivi del Pescarese"

Questa mattina 13 aprile si è tenuto l'incontro al Ministero dello sviluppo economico alla presenza dell'azienda ei rappresentati del Ministero del Lavoro, della Regione Abruzzo, della Regione Lombardia e delle segreterie nazionali e territoriali delle sigle sindacali rappresentate in azienda

La Brioni ha presentato oggi, durante l'incontro avuto al Ministero dello sviluppo economico, alla presenza dei rappresentanti del Ministero del Lavoro, della Regione Abruzzo, della Regione Lombardia e delle segreterie nazionali e territoriali delle sigle sindacali rappresentate in azienda, le linee guida strategiche e le attività operative alla base del nuovo piano industriale per il periodo 2021-2025.

Un piano che di fatto da un lato punterà sugli accessori e nuove categorie di prodotto per l'abbigliamento maschile di alta fascia, e che prevede però un piano di ridimensionamento degli stabilimenti in provincia di Pescara ovvero quelli presenti a Penne, Montebello di Bertona e Civitella Casanova. L'azienda ha fatto sapere che occorre tenere conto della profonda trasformazione subita nel corso degli anni dal mercato dell'abbigliamento formale maschile, aggravato dalla pandemia e per questo non può indugiare nell'applicazione del piano per rendere più agile la struttura mantenendo standard di altissima qualità ed eccellenza italiana a livello mondiale:

Pertanto, Brioni si trova costretta ad intraprendere un duraturo e improrogabile percorso di interventi di razionalizzazione dei costi e di ridimensionamento dei siti produttivi di Penne (Pescara), Montebello di Bertona (Pescara) e Civitella Casanova (Pescara), che attualmente possono contare su un organico di oltre 1.000 lavoratori, con l’obiettivo di mettere in atto tutte le azioni necessarie per il rilancio e lo sviluppo del brand.

Brioni intende naturalmente mettere a disposizione delle risorse coinvolte, attualmente stimate fino ad un massimo di circa 320 lavoratori tra diretti ed indiretti di produzione, ogni più opportuno strumento per ridurre, quanto più possibile, il conseguente impatto sociale, comprese misure per il reimpiego. 

Brioni, che parla di una decisione sofferta, ha ribadito che comunque continuerà ad agire in una logica di confronto costruttivo e di dialogo con i sindacati e con tutte le parti, per la difesa e rafforzamento del marchio che rappresenta.

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